FOTO/ Carceri e amnistia, Pannella: “In Italia strage di legalità”

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Avellino – “Dove c’è strage di legalità, c’è strage di popoli”. Così il leader dei Radicali Marco Pannella intervenuto questa mattina ad Avellino con Rita Bernardini all’incontro-dibattito organizzato dal Liceo Classico Pietro Colletta sul tema carcere e giustizia.
Come spesso si ripete nelle lunghe discussioni sui temi e sulle battaglie più care ai Radicali, Pannella anche oggi è partito dal Manifesto di Ventotene del 1941 di Ernesto Rossi e Altiero Spinelli per affermare che lo Stato italiano è da tre decenni ufficialmente deplorato dalla Unione Europea – “… in flagranza di reato” – per violazioni contro i diritti umani e lo stato di diritto.
“Della situazione delle carceri il Presidente della Repubblica è il primo responsabile – ha detto Pannella agli studenti del Colletta – perchè lui è il massimo magistrato della Repubblica italiana, lui in sette anni non ha fatto un solo messaggio che la Costituzione lo obbliga a fare come tutore del diritto, non come arbitro, alle Camere, al Parlamento, offendendo così il Parlamento molto più dei fascistucoli che lo fanno ogni giorno”.

Il discorso del leader dei Radicali si perde tra le nuvole di fumo del suo immancabile sigaro (“… il vostro preside mi ha dato il permesso di fumare in palestra”). “Tra gli esseri del mondo animale presenti sulla terra, io mi sento una bestia abruzzese difensore del Sud e fautore della non violenza come elemento necessario per affermare i diritti umani”.

E poi ancora sull’aborto e sull’incremento demografico registratosi negli ultimi decenni, Pannella – citando anche la proposta di legge sulla pianificazione urbanistica ‘disegnata’ dal politico irpino e padre della Dc Fiorentino Sullo – ha ricordato come grazie alle battaglie dei Radicali oggi sono drasticamente diminuiti gli aborti clandestini in Italia: “Grazie alla legalizzazione e alla disciplina, siamo passati da 1,2 milioni a 200mila che è un dato ancora grande ma è legato per la maggiore alla disinformazione”.

Sul tema dell’amnistia è intervenuta Rita Bernardini che rispondendo alle domande degli studenti del Colletta ha spiegato: “In media, ogni famiglia in Campania ha più di una causa in corso. Questo irrimediabilmente si traduce in una giustizia paralizzata e in una mancanza di sicurezza poichè i magistrati sono impegnati a smaltire il lavoro arretrato tralasciando le cause attuali. La realtà delle carceri italiane è fuori dalla legalità. Sono più di 20 anni che nel nostro Paese non viene fatta una amnistia che oggi più che mai è necessaria per ripartire la giustizia. Dunque – ha concluso – è necessario prima di tutto liberare questa arteria intasata, poi potremo cominciare a parlare di riforme”.
(@antopirolo)

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