Scontro tra sigle sindacali penitenziari, Sappe: “No alle foto”

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Una scelta discutibile dell’Amministrazione penitenziaria ha fatto vivere momenti di alta tensione nel carcere di Avellino. Il DAP aveva infatti autorizzato, con una disposizione a firma del Vice Capo Luigi Pagano, una delegazione sindacale che questa mattina si è recata in visita al penitenziario avellinese a scattare foto alla celle ed alle sezioni detentive: ma alcuni ristretti sottoposti al regime del 41 bis dell’ordinamento penitenziario hanno vivacemente protestato, determinando caos e tensione nella sezione detentiva, perché non volevano essere fotografati. I detenuti hanno vibratamente e rumorosamente protestato dando vita alla “battitura”. “Mi sembra evidente che la disposizione dell’Amministrazione Penitenziaria, a firma di Lugi Pagano ma ovviamente condivisa e concordata con il Capo DAP Giovanni Tamburino, sia stata scellerata ed improvvida perché non ha tenuto conto di che cosa sarebbe potuto accadere ed infatti è accaduto: il carcere deve essere una casa di vetro, ma se non si rispetta il diritto alla privacy delle persone detenute è ovvio che queste si lamentano determinando tensione che solamente i poliziotti penitenziari devono poi fronteggiare. Chi ha firmato questa disposizione e chi l’ha condivida dovrebbero quantomeno avere la dignità di dimettersi”. Dura presa di posizione di Donato CAPECE, Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE (il primo e più rappresentativo della Categoria), commentando quel che è avvenuto questa mattina nel carcere di Avellino. “Speriamo che il 2013 porti alla guida dell’Amministrazione Penitenziaria un nuovo Capo Dipartimento ed un nuovo Vice Capo visto che chi c’è oggi (Giovanni Tamburino e Luigi Pagano) non è in grado di gestire la situazione carceraria italiana”, prosegue il SAPPE.” Dicemmo a giugno di avere il fondato timore che con l’allentamento della sicurezza nei piani detentivi delle carceri italiane a favore di una fantomatica quanto irrazionale e sporadica sorveglianza dinamica fortemente possa aumentare il numero dei suicidi nei penitenziari. Una nota del DAP del Capo Dipartimento (che il Vice Capo Pagano cerca di presentare in giro come una positiva ‘rivoluzione normale’ delle carceri favoleggia di un regime penitenziario aperto, di sezioni detentive sostanzialmente autogestite da detenuti previa sottoscrizione di un patto di responsabilità favorendo un depotenziamento del ruolo di vigilanza della Polizia Penitenziaria mantenendo però in capo ai Baschi Azzurri l’aggravante penale della ‘colpa del custode’ (articolo 387 del Codice penale). Di fatto, da quando è operativa questa disposizione del DAP, abbiamo constatato un aumento di suicidi, dei tentati suicidi sventati per fortuna sventati dai poliziotti penitenziari, delle evasioni e di quelle tentate, delle risse e degli atti di autolesionismo. Se gli agenti non possono controllare stabilmente le celle le responsabilità non possono essere le loro ma di chi quella nota circolare ha firmato, il Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Tamburino, e di chi la spaccia per ‘rivoluzione normale’ delle carceri, il Vice Capo Luigi Pagano. Responsabili anche di quello che è accaduto oggi ad Avellino”.

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