Avellino – Da una perdita d’esercizio di 7 milioni di euro nel 2010 a un avanzo di amministrazione di 20 milioni di euro nel 2011 e 2012. E’ il piccolo miracolo compiuto dalla gestione di Sergio Florio all’Asl di Avellino. Il manager della sanità irpina si racconta alla giornalista Giovanna Guzzetti di Affaritaliani.it. “Ma con quello che rimane in cassa rispetto ai fondi ricevuti – dice Florio – concorriamo a sanare i deficit di altri enti regionali del settore sanità. Dei risultati conseguiti certo che sono orgoglioso ma provo anche rabbia: è un palese caso di mancata equità distributiva questa sorta di federalismo regionale che non tiene conto delle diverse morfologie territoriali, della concentrazione della popolazioni, dell’età media e della percentuale di ultra65enni”.
Nell’intervista, Florio elenca una serie di interventi che hanno riguardato i servizi erogati sul territorio, a partire dall’accorpamento delle due Asl di Ariano Irpino ed Avellino. L’obiettivo, precisa il direttore generale, è stato quello di mantenere inalterato il livello dei servizi e delle prestazioni resi agli utenti i quali, fascia degli esenti a parte, avvertono il peso di ticket più pesanti come elemento di crescente fiscalità. E poi ancora. L’apertura del primo hospice pubblico di tutta la Campania a Solofra.
Il cammino non è stato privo di difficoltà. “Rispetto alla riconversione dell’ospedale di Bisaccia – continua Florio – l’iniziativa ha incontrato, ad esempio, l’opposizione del vescovo di Sant’Angelo dei Lombardi”. E poi ancora, circa le questioni relative al personale, Florio riferisce che a pesare sono state “… le differenze di approccio fra i vari sindacati e sindacalisti. Anche la sanità ha i suoi Landini”, conclude Florio.
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