Evasione dal carcere, Procura pronta ad emettere avvisi di garanzia

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Avellino – Continua l’indagine interna alla struttura carceraria di Bellizzi Irpino volta a fare luce sulla reale dinamiche che ha portato ieri all’alba all’evasione dei quattro, stamane tutti rintracciati e ri-arrestati. Ad Avellino, il Provveditore Regionale degli istituti penitenziari, Tommaso Contestabile, insieme alla direttrice del carcere, Cristina Mallardo e al capo degli agenti di polizia penitenziaria, sta ricostruendo la dinamica dell’evasione avvenuta, precisano gli investigatori, tra le tre e le sei di ieri mattina.
Al momento, vengono escluse complicità che avrebbero favorito l’evasione dei detenuti. Il Provveditore Contestabile starebbe invece verificando se nella organizzazione e nello svolgimento del servizio di sorveglianza notturna ci siano stati “approcci superficiali”. Sulle presunte falle del sistema di sicurezza, Contestabile rileva che “la sorveglianza dal muro di cinta non viene quasi più effettuata nella maggioranza degli istituti italiani” e ricorda che “gli ultimi interventi di adeguamento delle strutture del carcere di Avellino risalgono al 2004”.

CINQUE INDAGATI?. Si vocifera che la Procura della Repubblica di Avellino ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone responsabili, a vario titolo, dell’organizzazione e dello svolgimento del servizio di sorveglianza all’interno del carcere di Bellizzi Irpino dal quale ieri mattina sono evasi quattro detenuti, ripresi fra ieri e oggi in Basilicata e Calabria. L’iscrizione sarebbe stata fatta quale atto dovuto e riguarda personale della Polizia penitenziaria e dirigenti del carcere. I reati ipotizzati sono connessi a eventuali carenze e lacune nei sistemi e nelle operazione di sorveglianza del carcere e dei detenuti. Al momento non è stato però comunicato ancora nulla alle persone che potrebbero essere indagate.

IL RITRATTO DEI TRE FUGGITIVI. Salvatore Castiglione, 43 anni di Crotone, è stato condannato a 25 anni dalla Corte di Assise d’Appello di Taranto il 4 giugno 2010. Per i giudici fu tra gli esecutori materiali dell’omicidio di Salvatore Varone, 44 anni, imprenditore ortofrutticolo di Melicuccà (Reggio Calabria) ucciso il 18 novembre 2006 nelle campagne tra Grottaglie e Montemesola (Taranto). Un agguato per non pagare un debito di 23mila euro legato all’acquisto di una partita di mandarini. Varone fu ucciso con un colpo di pistola alla testa e poi rinchiuso nel bagagliaio della sua auto, incendiata infine abbandonata in prossimità di un canalone.

Cristiano Valanzano, originario di Castellammare, è in carcere per aver freddato quattro anni (aveva solo 20 anni) Raffaele Gargiulo in quella che sembrò essere una rapina finita male. In realtà, la Procura di Torre Annunziata racconta ben altro. Valanzano, ultimo di una famiglia di pregiudicati di Castellammare, ha un fratello detenuto a Bari per una storia di estorsione, e un padre con precedenti per omicidio.

Fabio Pignataro, infine, originario di Mesagne è stato arrestato nel 2011 con l’accusa di furto con successivo cavallo di ritorno. L’episodio, risalente a due anni prima, lo vide protagonista assieme ad altri due complici tra cui il fratello. Il mesagnese, molto noto alle forse dell’ordine, era già in carcere per altre vicende. Infatti dieci anni fa era finito in carcere per rapina e successivamente nel 2006 per traffico internazionale di droga.

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