Avellino – I carabinieri del comando provinciale di Cosenza e gli uomini del Nucleo Investigativo Centrale (NIC) della Polizia Penitenziaria hanno arrestato questa mattina nella piana di Sibari i tre fuggitivi evasi ieri, con un quarto complice, dal carcere di Avellino. I tre sono stati sorpresi in un canalone in piena campagna, in località Bruscate di Cassano all’Jonio, nel Cosentino.
Il quarto era stato arrestato nella tarda serata di ieri nel potentino. Le ricerche erano state estese dalla nottata di ieri proprio in Calabria dove era originario uno dei quattro evasi.
Secondo quanto emerge, i tre Cristiano Valanzano, Salvatore Castiglione e Fabio Pignataro, avevano rubato un’auto a Potenza, dopo avere raggiunto non si sa come il capoluogo lucano, abbandonata poi lungo la statale 106 jonica. Sono stati intercettati dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza mentre stavano raggiungendo la stazione ferroviaria di Sibari, nel comune di Cassano allo Jonio. Valanzano è stato bloccato subito dai militari, mentre gli altri due sono stati presi poco dopo a conclusione di una pressante caccia all’uomo attuata dai carabinieri con un massiccio impiego di uomini e mezzi.
Finisce così la latitanza dei tre evasi che in circa 24 ore sono stati riassicurati alla giustizia dalle forze dell’ordine. Tutti con condanne a 30 anni di carcere, i quattro dopo aver fatto un buco nel bagno della cella si erano calati con delle lenzuola attorcigliate dai muri di cinta del penitenziario avellinese.
L’indagine interna. Ad Avellino, intanto, il Provveditore Regionale degli istituti penitenziari, Tommaso Contestabile, insieme alla direttrice del carcere, Cristina Mallardo e al capo degli agenti di polizia penitenziaria, sta ricostruendo la dinamica dell’evasione avvenuta, precisano gli investigatori, tra le tre e le sei di ieri mattina.
Al momento, vengono escluse complicità che avrebbero favorito l’evasione dei detenuti. Il Provveditore Contestabile starebbe invece verificando se nella organizzazione e nello svolgimento del servizio di sorveglianza notturna ci siano stati “approcci superficiali”. Sulle presunte falle del sistema di sicurezza, Contestabile rileva che “la sorveglianza dal muro di cinta non viene quasi più effettuata nella maggioranza degli istituti italiani” e ricorda che “gli ultimi interventi di adeguamento delle strutture del carcere di Avellino risalgono al 2004”.
Intanto, la Procura della Repubblica di Avellino ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone responsabili, a vario titolo, dell’organizzazione e dello svolgimento del servizio di sorveglianza all’interno del carcere di Bellizzi Irpino dal quale ieri mattina sono evasi quattro detenuti, ripresi fra ieri e oggi in Basilicata e Calabria. L’iscrizione sarebbe stata fatta quale atto dovuto e riguarda personale della Polizia penitenziaria e dirigenti del carcere. I reati ipotizzati sono connessi a eventuali carenze e lacune nei sistemi e nelle operazione di sorveglianza del carcere e dei detenuti.
