La Cgil di Avellino saluta il neo procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo, augurando buon lavoro alla guida della Procura irpina. Il sindacato, inoltre, manifesta il proprio ringraziamento al Procuratore uscente, Angelo Di Popolo, per il lavoro svolto. “La Procura di Avellino ha bisogno di una guida decisa e affidabile, come saprà sicuramente essere il procuratore Cantelmo – afferma il segretario provinciale della CGIL di Avellino, Vincenzo Petruziello – forte della sua esperienza alla Dda di Napoli, Cantelmo rappresenta un punto di riferimento per una battaglia costante ed attenta alle illegalità che si consumano sul territorio irpino. La Cgil di Avellino è disponibile sin da ora a supportare concretamente l’azione del neo procuratore, come fatto anche in passato con i suoi predecessori, ritenendo che la presenza costante dei presidi istituzionali di legalità, qual è la Procura, rappresentano un baluardo contro l’infiltrazione malavitosa e per l’affermazione della legge, che sono elementi necessari per la crescita sociale ed economica di un territorio, in una momento in cui la criminalità organizzata e non, alza il tiro, con un incremento evidente delle azioni criminose su tutto il territorio provinciale”. E proprio in merito al tema della giustizia e della legalità, la CGIL di Avellino interviene sull’episodio dell’evasione registrata in giornata al carcere di Bellizzi.
“L’episodio grave, per i modi con cui si è verificato – afferma il segretario Petruzziello – riporta in primo piano la necessità di una revisione dell’impianto carcerario italiano ed irpino. La carenza di personale, le strutture inadeguate, la carenza di requisiti di sicurezza delle carceri, non solo per i cittadini delle aree che le accolgono ma anche per gli stessi detenuti vengono continuamente denunciate dal nostro sindacato di categoria. Il carcere di Bellizzi, negli ultimi anni è stato teatro di suicidi ed evasioni. Un dato che la dice lunga sulle condizioni della struttura, sul sovraffollamento e sull’inadeguatezza del penitenziario. Si individuino le responsabilità oggettive della fuga dei 4 detenuti, ma si avvii anche una politica di riforma della pena carceraria e di adeguamento delle strutture, nell’interesse e nella incolumità di chi vi lavora e nel rispetto dei diritti dei detenuti”.
