Acqua minerale all’aperto: per la Cassazione è reato

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Finalmente. E’ reato conservare all’aperto l’acqua minerale contenuta nelle bottiglie di plastica e destinata alla vendita, perché l’esposizione alla luce del sole e alle intemperie può modificarne la composizione e comprometterne la purezza. E’ il caso di tante attività all’ingrosso, anche nella nostra provincia, che per motivi a volte di spazio, espongono la “merce” dell’acqua minerale in plastica sotto i raggi solari con grande disinvoltura,.Ora è reato. Lo ha stabilito la Cassazione rigettando il ricorso di due grossisti di bevande condannati dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere per aver tenuto una scorta di confezioni di acqua esposte ai raggi solari e alla polvere stradale. I giudici campani – nel 2003 – condannarono due commercianti per aver violato le norme igienico-sanitarie che disciplinano la conservazione dei prodotti alimentari. Contro la multa, i due commercianti ricorsero in Cassazione sostenendo che le confezioni erano protette da teloni, non erano ancora state vendute e, comunque, l’acqua era rimasta pura. La tesi è stata bocciata dalla Terza sezione penale della Suprema Corte che ha respinto il ricorso considerando che il reato scatta perchè “ è sufficiente che nelle modalità di conservazione del prodotto (sistemi di confezionamento, esposizione all’aria o al sole, trasporto), non siano osservate le precauzioni dirette ad evitare che il prodotto possa subire un’alterazione”. Per i giudici supremi si tratta di “precauzioni” che non solo vengono stabilite per legge, ma “possono anche trovare la loro fonte in regole di comune esperienza”.

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