Solofra, area Asi: le considerazioni dell’associazione T.e.S.I.

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Solofra – L’associazione T.e.S.I. – Tutela e Sviluppo Integrato, costituita da tecnici operanti sul territorio solofrano, in merito al redigendo Piano Regolatore Territoriale ASI, ha stilato un documento contenente riflessioni e considerazioni. Tra le proposte si segnala “… la riperimetrazione dell’area Industriale (scorporare le aree ex Juliani e MAP per restituirle al patrimonio urbano) con la conseguente formazione di PUA per rilanciare l’offerta edilizia; una nuova gestione dell’area residuale in ambito ASI con la individuazione dei zonizzazioni che consentano, in modo organico, di definire anche il cambio d’uso e il frazionamento delle aziende esistenti; la formazione di tavoli di concertazione con Enti locali ( Abbiamo idea di rilanciare la politica di distretto ), Camere di commercio , INAIL, INPS , il consorzio ASI per la Regione Campania, la Pubblica Istruzione secondarie e l’Università, il sistema del credito per stabilire strategie di sviluppo moderne di rilancio per dell’occupazione e dei processi di internazionalizzazione delle imprese attivando la ricerca, la formazione e l’informazione. Bisogna definire il ruolo del Centro Servizi ASI da sempre in crisi di identità; la riqualificazione delle aree esistenti avente come obbiettivo il completamento e la definizione dei sotto-servizi nonché la messa a decoro dell’esistente con conseguente messa in sicurezza del tessuto industriale. Non a caso pensiamo alla prevenzione come elemento essenziale prevenire il rischio industriale e quello delle calamità naturali; il polo dell’energia rilanciando la Solofra ENERGY e ripensando al CORCOSOL come spazio per l’implementazione di sistemi produttori di energia (Gas Metano, Energia Elettrica da cogenerazione che, attraverso il trattamento in digestori anaerobici e aerobici in ambiente ATEX,dei rifiuti umidi da concia e della frazione umida dei RSU , consentono un notevole risparmio energetico e mettono gli Enti locali nella condizione di diventare protagonisti del futuro”, conclude la relazione.

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