Continua il botta e risposta tra le società sportive del Cervinara e del Rione Mazzini. Dopo la nota del sodalizio avellinese, arriva oggi la replica del Cervinara. Questo il teso del comunicato.
“L’A.C. Cervinara 1935 si trova costretta nuovamente a ricorrere allo strumento del comunicato stampa per smentire pubblicamente le infamanti accuse e le diffamazioni contenute nella replica a mezzo stampa fatta pervenire dalla società “Pol. D. Rione Mazzini”. Un atto dovuto per difendere l’immagine del nostro allenatore della Juniores, nonché dirigente accompagnatore, descritto come un violento ed un cattivo esempio per i giovanissimi da egli stesso allenati. Offese diffamatorie che ledono dapprima la sua reputazione di uomo stimato nella vita, ma anche la sua reputazione di uomo di sport consolidatasi nel tempo avendo calpestato per decenni i campi di molte realtà avellinesi.
Una replica che nella forma in cui è stato redatta non fa altro che palesare una implicita ammissione sui fatti che sono accaduti. Lo si evince dal passo della replica in cui si ammette che questo non sarebbe successo se il Lombardi fosse rimasto all’esterno del campo di gioco in quanto allontanato. Questo sembra essere solamente un inutile e pericoloso tentativo di giustificare quanto accaduto (descritto ampiamente nel primo comunicato), il che equivale ad una quasi piena ammissione dei fatti.
Ma urgono chiarimenti su alcuni episodi diffamatori addotti al Lombardi e alla nostra Società. Nessun cancello di ingresso è stato mai forzato in quanto questo è stato sempre aperto sia durante lo svolgimento della partita che ad incontro terminato. Pertanto non erano presenti nessun tipo di lucchetti la cui forzatura avrebbe necessitato l’utilizzo di appositi strumenti e di non poco tempo. Si è riportato, inoltre, di un presunto avallo del Lombardi nella riconsegna degli spogliatoi con presunti danni, quasi a sottolineare come questo abbia fomentato i suoi ragazzi nel procurare i suddetti danni all’impianto Partenio “B” gestito dal Rione Mazzini. Cosa assolutamente falsa perché non un graffio è stato arrecato a nessuna parte dell’impianto. Ed è proprio sulla gestione dell’impianto che si evidenzia un nuovo giallo, sintomo forse di una superficiale organizzazione interna. Infatti sulla strada del Lombardi, intento a fare da paciere e ritirare i suoi ragazzi dal campo, si è frapposto un soggetto che si presentava come il “custode del campo”, figura collaborativa invece poi smentita dallo stesso Rione Mazzini il che denota la poca attenzione della società sui ruoli e i soggetti che la rappresentano all’esterno. Ma ancor di più laddove si voleva contestare l’impossibilità di entrare in campo al Lombardi perché antecedentemente allontanato, questo di certo non spettava ad un custode, ma semplicemente agli organi competenti: terna arbitrale e delegati federali. Né tanto meno risulta mezzo idoneo lo sferrare pugni e spinte.
Quanto alla decantata storia ultracinquatennale riportata nella replica, speriamo che venga anche menzionato e ricordato come il Rione Mazzini non sia nuovo a questo tipo di episodi contribuendo alla formazione della sua “fama” nel panorama regionale.
Si conclude sottolineando che è al vaglio l’ipotesi concreta di adire le vie legali per il contenuto altamente diffamatorio e infondato del comunicato di replica. Diffamazione e infondatezza, invece, che non sono per niente ascrivibili all’A.C. Cervinara 1935 che ha semplicemente portato a conoscenza della pubblica opinione fatti reali e concreti, pronti ad essere confermati nelle dovute sedi anche da un numero cospicuo di testimoni oculari”.
