Province, tutti al capezzale: riunione di parole ma di concreto…

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La riunione sul riordino delle Province ha avuto inizio, ma quali saranno i risultati? Nel chiuso dell’aula consiliare della Provincia i presenti cosa si saranno detti? Entrano alla spicciolata i presidenti di Avellino Sibilia e quello di Benevento Cimitile, Cesaro (Napoli) invece manda l’emissario assessore Pentangelo, mentre Zinzi (Caserta) e Cirielli (Salerno) della discussione non se ne infischiano. Rappresentanti dei capoluoghi presenti: Galasso (Avellino) e Pepe (Benevento), Caserta e Napoli assenti, Salerno opta per l’assessore Figliulo. Per l’Anci non c’è Cuomo, ma tra i banchi siede Luigi Famiglietti, il sindaco di Frigento, per l’Upi è Carmine De Angelis, attuale consigliere provinciale. Ma l’elenco non è finito: i rappresentanti delle isole restano a Capri e Ischia, mentre per i medi comuni c’è l’assessore Acampora per Ercolano. Diritto a partecipare anche per Antonio Picari del Comune di Trevico in rappresentanza dell’Uncem e Spina Zaccaria della Comunità Montana del Fortone. Un’aula non basterebbe, perchè a prendere parte alla discussione la Lega AA.LL. con Antonio Donato, il presidente dell’Anpci e quello dell’Aiccre. Ma della Regione? Ovviamente c’era l’assessore Pasquale Sommese “scortato” dal vice presidente Giuseppe De Mita e dal Consigliere regionale Pietro Foglia. La Conferenza delle Autonomie locali giunge all’indomani della chiara presa di posizione del presidente emerito della Corte costituzionale Piero Alberto Capotosti che vede ”gravi dubbi di costituzionalità” nella legge del Governo per il riordino degli enti. “La nostra intenzione – avverte Sommese prima di chiudersi con gli altri nell’aula– è continuare ad ascoltare tutte le istanze locali e le rappresentanze organizzate per addivenire ad una ipotesi largamente condivisa”. Per Aniello Cimitile la battaglia non è ancora persa: “Ci faremo sentire a tutti i livelli, perchè questa situazione proprio non ci va giù”. Carmine de Angelis invece fa rilevare: “Piero Capotosti ritiene carente e con gravi profili di costituzionalità il riordino mentre Valerio Onida la pensa diversamente. Leggendo il giudizio di Capotosti c’e una falla che smonta il suo ragionamento: anche se non si possono sottovalutare le prevedibili implicazioni problematiche connesse alla generalizzata situazione di emergenza che il Governo negli ultimi mesi regolarmente invoca a fondamento della propria, ripetuta attività in via di urgenza. Ecco questo e’ il punto il dispositivo e’ inserito in un quadro organico di contenimento della spesa pubblica, i cui caratteri giustificano il dispositivo dell’urgenza”.

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