Santa Maria Capua Vetere – Introiti per circa 7,5 milioni di euro in due anni, ottenuti attraverso lo smaltimento illecito di oltre 980mila tonnellate di rifiuti. Attività portata alla luce a conclusione delle indagini avviate due anni fa dai carabinieri e sfociate nell’operazione ‘Chernobyl’ che ha permesso di ‘stanare’ un’organizzazione che smaltiva illecitamente i fanghi da depurazione provenienti da alcuni impianti consortili della regione. 38 i decreti di fermo emessi da Mariano Maffei e Donato Ceglie della Procura di Santa Maria Capua Vetere che hanno coinvolto persone delle province di Avellino, Napoli, Caserta, Benevento e Foggia; 4 decreti di sequestro con prescrizione e facoltà d’uso dei depuratori dell’area nord della Campania; 5 decreti di sequestro di tutte le aziende coinvolte e dei terreni contaminati; esecuzione di 37 sequestri di autoarticolati al fine di toglierli materialmente dalla disponibilità delle aziende incriminate. In Irpinia sarebbero coinvolti V.D.V. rappresentante di una importante azienda e il trasportatore P.V. entrambi di Montefusco. L’operazione è stata portata a termine, nello specifico, dai militari del Gruppo tutela ambiente di Napoli e dei comandi provinciali della Campania e di Foggia. Le accuse a carico degli indagati sono di associazione a delinquere, traffico illecito di rifiuti speciali, disastro ambientale, truffa aggravata e frode nelle forniture. È stato inoltre disposto il sequestro (con facoltà d’uso) degli impianti oggetto dell’attività illecita (Marcianise, Licola, Orta di Atella e Mercato San Severino”. Una strategia che aveva garantito ai soggetti coinvolti ingenti guadagni: nel periodo 2006-2007 i profitti illegali ammontano a circa 7,5 milioni di euro. I fanghi per la maggior parte erano abbandonati in terreni agricoli e corsi d’acqua, oppure interrati in siti non idonei. Tra le conseguenze dell’attività, dunque, anche l’inquinamento di falde acquifere dalle quali le colture agricole “sistematicamente messe in opera su tali aree”, attingevano sostanze per la crescita. In molti casi l’organizzazione è arrivata a coinvolgere direttamente titolari di fondi agricoli corrispondendo loro somme di denaro. In altri casi invece è stato perpetrato un vero inganno attraverso l’uso strumentale di un parere del settore ecologia della Provincia di Salerno, che attestava in buona fede che “il compost può essere liberamente utilizzato in agricoltura”. Ma quello in questione era invece un compost avvelenato. Rifiuti pericolosi sono stati sversati anche nel fiume Sabato, nei pressi di Chianche e Petruro Irpino.
L’encomio del Ministro Pecoraro Scanio
“Alla Procura della Repubblica e ai carabinieri del Noe va il mio apprezzamento per il lavoro che quotidianamente svolgono a difesa dell’ambiente e, in particolare, per il risultato raggiunto con l’operazione, la cui ampiezza fa luce sul mondo sommerso dei crimini ambientali in Italia”.
Il ringraziamento di Tommaso Sodano
“L’operazione Chernobyl dimostra quanto lavoro occorra ancora fare per riportare sul territorio campano condizioni minime di legalità. Il mio auspicio è che con il superamento dell’emergenza sia fatta piena luce su quello che è avvenuto in questi anni in Campania e si avvii un maggiore e piú sistematico controllo dei fenomeni illeciti contro l’ambiente. Voglio esprimere grande apprezzamento per la procura della Repubblica e Noe per l’ottimo lavoro svolto”.
