Campania – Più di 980 mila tonnellate di rifiuti illegalmente smaltiti (per un giro di affari di oltre 7,5 milioni di euro) costituiti da fanghi pericolosi e non, abbandonati nell’ambiente o interrati in siti non idonei. Una operazione, denominata Chernobyl e partita circa due anni fa, che ha condotto i carabinieri del Noe in Campania e nella provincia di Foggia a 38 provvedimenti di fermo emessi dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere (che terrà una conferenza stampa sui provvedimenti con il procuratore capo Mariano Maffei e il sostituto Donato Ceglie ) nell’ambito di un’indagine sull’illecito smaltimento di fanghi industriali provenienti dai depuratori della Campania per i quali è stato disposto il sequestro condizionato degli impianti e degli stabilimenti industriali. Le indagini hanno coinvolto anche persone residenti ad Avellino oltre che a Napoli, Caserta, Salerno, Benevento e Foggia. Tutte ritenute a vario titolo responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi, disastro ambientale, truffa aggravata e frode nelle forniture. in aggiornamento
Redazione Irpinia
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