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8 Marzo: si tinge di rosa anche ad Avellino l’Arma dei Carabinieri

Anche l’Arma dei carabinieri, al pari delle altre Forze armate, si tinge sempre più di rosa: attualmente le donne in servizio sono oltre 500 (un numero che non comprende le allieve delle scuole): 161 ufficiali, 201 ispettori e 147 carabinieri. Molte le storie da raccontare, come quella di Silvia Gobbini, 29 anni, laurea in lingue orientali, sottotenente che da sei mesi comanda 30 uomini del Nucleo operativo e radiomobile di Avellino.«Dopo il corso alla scuola ufficiali a Roma, sono stata tra le prime ufficiali donne a finire nella territoriale», spiega. Comandante di uomini, dunque. Un ruolo che non la spaventa: «del resto carabiniere lo sono sempre stata. Mio nonno materno era maresciallo e questo stile di vita è come se fosse radicato nel mio dna». C’è chi grazie all’Arma, invece, è diventata campionessa di boxe. «Io sono stata arruolata nel 2000, con il primo concorso, presso l’Accademia di Modena», ricorda Irene Micelotta, 31 anni,insegnante Isef, che la scorsa estate ha conquistato la medaglia di bronzo nel campionato italiano assoluti di boxe. Attualmente è in servizio al centro di addestramento della seconda brigata mobile di Livorno, il reparto dove si formano i militari dell’Arma destinati alle varie missioni nel mondo. Tutt’altra carriera quella intrapresa dal carabiniere Laura Seragusa, 30 anni, laurea in Psicologia, con specializzazione in psicodiagnostica, comandante della sezione di psicologia delRac, il Reparto analisi criminologiche. «Per anni ho lavorato al teatro Stabile di Palermo, ma da due anni e mezzo – racconta – mi occupo di analizzare i fenomeni criminali e i profili degli autori dei delitti. Il valore di un donna in un ruolo simile? Senz’altro un arricchimento alle indagini. Le vittime femminili o i minori hanno più confidenza a parlare con me, che con i colleghi uomini.(fonte Ansa)

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