La Campania si conferma, purtroppo, la regina incontrastata dell’ecomafia in Italia. È questo il dato choc che emerge dal Rapporto Ecomafie 2026 di Legambiente, di cui si è parlato oggi ad Avellino in occasione della prima giornata della sesta edizione del Festival di Legambiente. La regione si posiziona in testa alla classifica dell’illegalità ambientale con un impressionante bottino di 5.636 reati penali, pari al 15,8% del totale nazionale: una media di oltre 15 illeciti commessi ogni giorno. Ma è un dato in particolare a far sobbalzare sulla sedia: la provincia di Avellino si piazza al quarto posto in Italia per numero di reati legati al ciclo del cemento, con 253 illeciti accertati nel 2025. Un podio amaro che vede le prime tre posizioni occupate da altre tre province campane: Salerno in testa con 615 reati, seguita da Napoli con 367 e un’altra provincia della regione al terzo posto. Tre province campane nelle prime quattro posizioni nazionali: un segnale inequivocabile del peso dell’illegalità legata alle speculazioni edilizie e al cemento nel nostro territorio.
A portare la sua voce al Circolo della Stampa di Avellino è stato il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, accolto dal presidente locale Antonio Di Gisi e dalla Vicesindaca con delega all’Ambiente, Anna D’Aliasi. Di fronte ai numeri del rapporto, Ciafani non usa mezzi termini, pur invitando a una lettura attenta dei dati. «Purtroppo la Campania, in questi oltre 30 anni di presentazione del Rapporto Ecomafia, è stata sempre ai vertici delle classifiche. L’ecomafia nasce in questa regione e non solo il Casertano e il Napoletano hanno subito la pressione criminale, ma anche le aree interne», spiega Ciafani. Sul dato specifico di Avellino, il presidente nazionale lancia un doppio monito: «Questo può voler dire due cose: che sono stati più fitti i controlli e quindi, se controlli di più, trovi più reati. Dall’altra parte può voler dire che c’è stata una presenza più importante della criminalità ambientale. I numeri servono per dare alle istituzioni consapevolezza: gli enti locali e le Regioni devono sostenere economicamente il rafforzamento degli enti di controllo. Se ci sono maggiori controlli, i criminali dell’ambiente ci pensano non due, non cinque, ma dieci volte prima di agire».
Il Festival di Legambiente non è però solo denuncia, ma anche e soprattutto proposta. In un dialogo costruttivo con la Vicesindaca D’Aliasi, Ciafani ha tracciato le linee guida che, secondo l’associazione, un’amministrazione moderna deve seguire per affrontare la transizione ecologica. «Avellino deve diventare una città moderna. Questo vuol dire massimizzare il riciclo per ridurre i rifiuti da smaltimento, garantire la massima diffusione delle rinnovabili sulle strutture pubbliche e semplificare il fotovoltaico sui tetti privati», afferma Ciafani. Fondamentale, poi, il tema della mobilità sostenibile e del verde urbano. «Penso alla sperimentazione delle strade scolastiche: quando viene resa definitiva, i Comuni non tornano più indietro. E poi c’è la cura del verde, centrale per gestire la crisi climatica. Se abbiamo passato un’estate di fuoco costringendo gli anziani a rinchiudersi in casa, è evidente che senza alberi e senza ombra, nei prossimi anni saremo costretti a non stare più in strada».
A fare da colla tra le istituzioni, le associazioni e i cittadini è il volontariato, tema caro al Festival e supportato dal patrocinio del Cesvol di Avellino. «È importante per le associazioni avere dei luoghi che facilitino il loro lavoro, soprattutto in un periodo storico in cui la riforma del Terzo settore ha introdotto azioni burocratiche complesse», sottolinea Ciafani. Sulla stessa linea Maria Cristina Aceto, direttrice del CSV Irpinia Sannio – Cesvolab, presente all’iniziativa: «Il volontariato è fondamentale per sollecitare il senso civico. I volontari sono sui territori, a contatto con le persone, e attraverso di loro si arriva in ogni casa, soprattutto a partire dai più piccoli. Non possiamo parlare di salvaguardia dell’ambiente se non partiamo da un’educazione di base che ci porta a essere diversi tutti i giorni».

