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2 giugno, Festa della Repubblica tra sacrifici e richiami all’Unità

Avellino – Al via stamane ad Avellino le celebrazioni per il 64esimo anniversario della Festa della Repubblica con le massime autorità civili e militari che hanno partecipato alla manifestazione nella città capoluogo.
La festa ricorda il 2 e 3 giugno del 1946, quando caduto il regime fascista, gli italiani vennero chiamati alle urne per scegliere, tramite referendum istituzionale a suffragio universale, quale forma di governo, tra monarchia o repubblica, dare al Paese.

Dopo la cerimonia dell’alzabandiera in piazza Libertà, il prefetto di Avellino, Ennio Blasco, e il sindaco di Avellino, Pino Galasso, hanno deposto una corona d’allora in via Matteotti davanti al Monumento ai Caduti.
Presenti anche il presidente della Provincia di Avellino, Cosimo Sibilia, il Questore di Avellino, Antonio De Iesu, il Comandante provinciale dei Carabinieri, Gianmarco Sottili, il Comandante provinciale delle Fiamme Gialle, Mario Imparato, il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Antonio Tuzzolo, il capo della Polizia Municipale della città capoluogo, Fabrizio Picariello, dirigenti del 232esimo Reggimento Trasmissioni Avellino, le Associazioni combattentistiche e di Volontariato, esponenti della Giunta provinciale e comunale.

“Il 2 giugno è la festa di tutti gli italiani – ha spiegato Blasco – e la partecipazione ad Avellino quest’anno è stata significativa e maggiore rispetto alle precedenti edizioni. Dobbiamo stringerci e restare uniti in questo che è un momento di difficoltà per il Paese. Affronteremo un periodo di sacrificio ma sarà necessario per risalire la china. E sono convinto che il popolo irpino, che mai nella sua storia si è tirato indietro di fronte alle avversità, saprà fare la sua parte. Per questo auspico il concorso di tutti e soprattutto delle nuove generazioni”.

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IL MESSAGGIO DI NAPOLITANO – Dopo la deposizione delle corone d’alloro, è stato letto il messaggio che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato a tutte le Prefetture d’Italia. “Le difficoltà del periodo che stiamo vivendo, i rischi che oggi corrono la nostra sicurezza e il nostro benessere vanno affrontati con la consapevolezza dei risultati raggiunti. La memoria di coloro che hanno perso la vita per ottenerli prima e per consolidarli poi ci deve aiutare a scegliere la strada da intraprendere in un costante cammino. In un mondo sempre più interdipendente – prosegue il messaggio di Napolitano – non potrà esservi vera sicurezza se permarranno focolai di minaccia; non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell’umanità sarà costretta a vivere nell’indigenza. Dobbiamo lavorare insieme per la sicurezza e il benessere comune: insieme in Italia, insieme in Europa”.

“L’Unità del Paese non è in discussione – ha continuato Blasco – Spesso e volentieri però il popolo non riesce a dimostrare questo attaccamento alla Patria ma il cittadino dovrà essere sempre più partecipe della vita sociale e politica e dovrà essere capace e abile nell’esercitare la sua sovranità”.

Dopo le celebrazioni ufficiali in via Matteotti, le autorità civili e militari hanno ‘passeggiato’ lungo corso Vittorio Emanuele per salutare tutti i corpi militari e le forze dell’ordine della provincia in ‘parata’ con i mezzi di servizio.
Nel pomeriggio, infine, al Palazzo di Governo in corso Vittorio Emanuele, lo Stato ricorderà con una solenne cerimonia le vittime irpine cadute nei lager nazisti. In serata l’ammainabandiera e il consueto ricevimento sempre in Prefettura.

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