2 giugno 1946, De Simone: “Sessant’anni di diritti”

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Avellino – Le Istituzioni ricordano insieme alla Guardia di Finanza con il comandante Bartolomeo D’Ambrosio, i Carabinieri con Giovanni Di Blasi, Esercito, Polizia, Vigili del Fuoco, Ente Territoriale di Governo, etc. etc. il 2 giugno del 1946. Sessant’anni di democrazia. Per la prima volta i cittadini furono chiamati alle urne per decidere quale forma di Governo dovesse assumere l’Italia al termine di una guerra lunga e distruttiva. Per la prima volta, anche le donne furono chiamate al voto. Ad Avellino gli iscritti nelle liste elettorali furono 20173, di cui 9948 maschi e 10225 donne. I dati delle urne dimostrarono come la città capoluogo fosse prevalentemente orientata verso una forma di governo monarchica. La Repubblica, infatti, ottenne 4625 voti contro gli 11975 della Monarchia. Nonostante l’alto tasso di preferenze monarchiche, Avellino fu riconosciuta come una delle province del Mezzogiorno ad alto tasso repubblicano. Sessant’anni di storia che oggi come altrove, si ricordano. Numerose le manifestazioni che hanno fatto da padrone nella città capoluogo. Alle ore 10.00 a Piazza Libertà ha avuto luogo la classica cerimonia dell’alzabandiera. Poi a via Matteotti dove è stata depositata una corona davanti al Monumento ai Caduti in ricordo di tutti coloro che persero la vita per la patria. Nel pomeriggio, poi, alle ore 17.00 in Piazza Libertà la cerimonia dell’ammainabandiera, appuntamento che ha chiuso la giornata di commemorazione. Ma non solo. Anche una mostra iconografica organizzata dall’Assessorato alla Cultura. Insomma “un’occasione importante – ha commentato il prefetto di Avellino Costantino Ippolito – soprattutto per far capire ai giovani cosa significa libertà, libertà di opinione ed espressione”. “Sessant’anni fondamentali – ha continuato il presidente della Provincia Alberta De Simone – in cui l’Italia è passata dal degrado e dall’analfabetizzazione all’acquisizione dei diritti e non solo. Oggi siamo in una fase storica molto delicata in cui vanno rinverditi i diritti e rafforzato il tratto tra politica ed etica”.

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