17 anni dalla caduta del muro di Berlino: l’Europa si mobilita

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Roma – Il 9 novembre 1989 segna per l’Europa una svolta: la caduta del muro di Berlino, che per quasi trent’anni era stato il simbolo della divisione, della guerra fredda, dell’apparente inconciliabilità tra l’Est e l’Ovest. L’Europa risponde a questa sfida storica trovando una rinnovata spinta all’unione; mettendo insieme la moneta e rilanciando l’unificazione del continente che porterà la Comunità ad essere formata prima da 15, oggi da 25, domani da 27 stati. Un futuro di pace e di unità si fa sempre più nitido agli occhi degli europei. “La Gioventù Federalista Europea, membro degli Young European Federalists – JEF – ed i Giovani dell’Italia dei Valori, membro della European Liberal Youth – LYMEC – partecipano con azioni pubbliche alla mobilitazione europea contro i visti, organizzata dalla JEF e dal LYMEC, per ribadire che in una vera Unione è indispensabile la reale libertà di circolazione delle persone. L’Europa deve essere un esempio di pace e di democrazia, tanto più in questo difficile periodo di tensioni globali. I visti creano divisioni umilianti quanto quelle delle stesse frontiere. Se l’unificazione del continente è stata la risposta alla caduta del Muro di Berlino, oggi l’Europa è chiamata a dare un’altra risposta strategica alla nuova situazione mondiale dopo l’11 settembre 2001. L’Europa deve proiettare la propria influenza all’esterno, diventando un vero attore di pace in grado di abbattere i numerosi e i nuovi ‘muri di Berlino’, a partire da quello tra Israele e Palestina. Per affrontare questa nuova sfida l’Europa deve darsi una Costituzione federale. La Costituzione europea, eventualmente migliorata, dovrà entrare in vigore anche senza l’unanimità delle ratifiche e dopo un referendum europeo per dare ai cittadini l’ultima parola sul futuro della loro Europa”.

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