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I Carabinieri di Nola l’avevano arrestato successivamente alle dichiarazioni rese da alcune testimoni che avevano denunciato di essere state rapinate in casa; le stesse lo avevano riconosciuto dopo aver visionato alcune foto segnaletiche.
Lo scorso maggio l’ucraino fu ritrovato a Grosseto mentre era in Toscana per motivi di lavoro. Nel percorso dibattimentale però, l’avvocato difensore dell’uomo ha dimostrato, grazie al cellulare in uso al 30enne, che nei giorni precedenti i fatti in contestazione il suo assistito non era in Campania bensì altrove. Fondamentale si è rivelato dimostrare che il cellulare non si era mai agganciato ad alcuna ‘cella’ telefonica del posto. Inoltre, due delle donne che avevano subito la rapina, non hanno riconosciuto l’ucraino in sede dibattimentale in aula.