Voto in Abruzzo, Primarie e Amministrative in città. De Blasio parla al Pd: “Basta polemiche, salviamo la dignità”

Voto in Abruzzo, Primarie e Amministrative in città. De Blasio parla al Pd: “Basta polemiche, salviamo la dignità”

12 febbraio 2019

Carmine De Blasio, ex Segretario Provinciale del Pd e attuale riferimento di AreaDem, partiamo dal voto in Abruzzo: la Lega trascina il Centrodestra a una larghissima vittoria, i 5 Stelle registrano un calo rispetto al 4 marzo e alle Regionali del 2014 e il Centrosinistra recupera consensi seppur il Partito Democratico da solo non va oltre il 12%. Cosa rispecchia questo risultato?

Rispecchia quello che nell’aria già c’era: un calo significativo del M5s, un sbilanciamento verso destra della coalizione di Centrodestra sulle posizioni di Matteo Salvini che porta la proposta del loro candidato a vincere e una posizione del Centrosinistra e del Pd sorprendente rispetto al clima generale scaturito dal post 4 marzo. Ciò rappresenta un segnale preciso per i territori che se ci si rimbocca le maniche e si porta avanti un impegno di serietà e chiarezza si può aprire davvero una fase nuova. Ed è lo spirito con cui ci apprestiamo a chiudere le Primarie e l’inter congressuale del Partito Democratico.

Ecco, il partito sta vivendo l’ennesima stagione congressuale, sia a livello Nazionale che Regionale col voto per la Segreteria Campana, cosa rappresentano per il Pd questi appuntamenti così attesi?

Rappresentano la speranza dell’affermazione di una nuova idea di Pd. Questa fase è segnata da un profondo disorientamento dei nostri elettori e dei nostri iscritti e il clima generale fa presagire che per il Pd si respira aria brutta. Tuttavia coloro che hanno confermato il loro interesse nel partito con il voto per le convenzioni e che mi auguro lo riconfermeranno il 3 marzo con le Primarie sono come me convinti che questa fase complicata e difficile possa chiudersi e che possa aprirsene una nuova.

Una nuova fase che lei si augura possa aprirsi con l’elezione di Nicola Zingaretti a Segretario Nazionale, tra l’altro il Governatore del Lazio è in netto vantaggio rispetto all’uscente Martina, anche se quest’ultimo, seppur di poco, ha prevalso in Irpinia nel voto degli iscritti…

Noi di AreaDem abbiamo sostenuto Nicola Zingaretti in coerenza rispetto al nostro percorso e con convinzione, altri dirigenti locali legittimamente hanno fatto altre scelte. Per noi quella del Governatore del Lazio è la proposta più solida, nell’ottica di un partito che rifugga da logiche correntizie e di riciclo. A livello nazionale Zingaretti ha ottenuto un ottimo risultato e l’auspicio è che possa riconfermarlo il 3 marzo con le Primarie aperte, quando saranno chiamati al voto non solo gli iscritti dem ma i cittadini tutti. La sollecitazione che rivolgo a coloro che si sentono delusi dal progetto Pd è quella di lasciare ancora un bagliore di speranza per aprire una fase nuova votando, partecipando e scegliendo Nicola Zingaretti come Segretario Nazionale. Certo, mi aspetto molto meno che i gruppi dirigenti politici che hanno fatto diverse scelte in passato possano fare il salto della quaglia e andarsi a ricollocare in posizioni di opportunismo politico, come avvenuto a esempio con le Primarie per la scelta del candidato Governatore della Campania.

Nicola Zingaretti per la Segreteria Nazionale e per quella Regionale invece su chi punterà?

Per la Segreteria Regionale il nostro appoggio è per il Sindaco di Poggiomarino. Puntiamo che la segreteria di Leo Annunziata, al netto degli squallidi giochini di tessere e di voti cambiati il giorno dopo, possa aprire una fase completamente nuova. Ciò in coerenza con i risultati importanti che il Presidente Vincenzo De Luca sta ottenendo in Regione. Alcune cose andrebbero certamente discusse di più, ma è sotto gli occhi di tutti il lavoro che De Luca, dopo le macerie del Centrodestra, sta producendo a Palazzo Santa Lucia. Quello che è mancato da parte del Pd campano è stata l’azione di critica costruttiva rispetto a ciò che, dal Governo Regionale, si poteva fare meglio.

Spostandoci a via Tagliamento le tensioni restano e ci avviciniamo sempre più agli importantissimi appuntamenti elettorali che riguarderanno l’Irpinia, qual è la sua posizione in merito alla gestione della Segreteria Provinciale?

Già mesi fa dissi che quel clima era finito, che era relegato al passato, se non alla preistoria. Siamo pronti ad aprire una fase nuova di maggiore responsabilità se non altro per un senso di pudore nei confronti dei nostri iscritti. Archiviamo le polemiche e lavoriamo insieme per far sì che resti almeno il senso di dignità di un partito. Tuttavia, a distanza di mesi, coloro che hanno le responsabilità non sembrano convinti di questo messaggio e non capisco che logica corrisponda a un disegno del genere. Di fronte a chi lancia segnali concreti di salvare almeno quello che rimane di più dignitoso, riceviamo un atteggiamento ipocrita da parte di chi in pubblico o al microfono chiede unità ma poi sottotraccia lavora per alimentare contrapposizioni e screzi. Allora mi chiedo se è così complicato prendere una posizione alla luce del sole e portarla avanti.

In tutto questo le Amministrative sono alle porte: il Segretario Provinciale Giuseppe Di Gugliemo assicura una lista unitaria, il Pd sembra però tutt’altro che unito…

Da questo punto di vista non si capisce niente. Da un lato si dicono delle cose per protocollo, dall’altro ognuno lavora per il proprio candidato, per lo più civico e non del Pd. E ci sono esponenti che hanno responsabilità politica all’interno del partito che lo dicono anche con molta disinvoltura. Il punto non è il nome trend che tira di più, per quanto umiliante diciamo che potrebbe anche non essere necessario un candidato con la tessera, ma avere una proposta politica sulla città. E da questo punto di vista mi sembra che non si sta facendo nulla per costruirla. Abbiamo almeno il decoro di un proposta politica per le Amministrative o tutto si deve risolvere in chi fa prima a sostenere quello o quell’altro candidato che non è del Pd. Per questo è necessario aprire una fase nuova che parta da Roma e che arrivi sui territori.

Una soluzione per risolvere l’impasse potrebbe essere rappresentata dalle Primarie per la scelta del candidato sindaco?

Ripeto, il problema non sono le Primarie per la selezione del candidato sindaco ma la proposta che vogliamo formulare e le idee che andrebbero raccolte per formularla. La sensazione altrimenti è che ognuno faccia come gli pare.

di Renato Spiniello.