Vittoria (Pd): “Campania ‘Felix’, oggi terra di veleni e tumori”

27 novembre 2010

Riflessione di Franco Vittoria, Direzione Nazionale Pd: “Venti anni fa il boss-pentito Nunzio Perrella denunciò ai magistrati della DDA di Napoli quello che sarebbe diventato nel tempo “i rifiuti s.p.a. della camorra”. Venti anni di territori violentati. Venti anni di veleni e di rifiuti tossici che hanno invaso la “Campania Felix”. Secondo il rapporto di legambiente i rifiuti trafficati dalla camorra vanno dai solidi urbani a quelli speciali e altamente tossici come i rifiuti industriali. Un business di quasi sette miliardi di euro. Intere aree gestite dalla camorra e condannate a discariche eterne. Così come nella terra dei fuochi tante famiglie condannate a vivere con la paura che il cancro è un tuo compagno di viaggio. I siti che la camorra sceglie e privilegia sono da sempre le cave simbolo dell’eco-mafia in Campania. Così a finire nelle cave e sotto terra sono funghi industriali e oli minerali derivati da lavorazione di idrocarburi tutte sostanze altamente cancerogene. Una delle ultime inchieste del 2006 denominata “ultimo atto – carosello” della Procura di Napoli rileva che ingenti quantità di rifiuti pericolosi venivano sversati nei regi lagni o direttamente nei terreni con il sistema del girobolla; altri invece venivano mescolati a materiale organico per essere utilizzati come compost per concimare terreni. Una volta era Campania Felix, oggi terra dei fuochi e dei veleni. Terra di veleni e di malati di cancro. Molti studi hanno oramai accertato che in alcune aree della Campania i tumori sono aumentati a dismisura. Così nella mia terra, a pochi km dalla terra dei fuochi, non incontri un amico che non ti racconta di un proprio familiare alle prese con “il maligno”. Troppi silenzi. Troppa omertà. Troppi ritardi per non comprendere che la camorra sta uccidendo il nostro futuro. Il primo atto di coraggio è rompere un silenzio assordante che rischia di diventare complicità. I rifiuti tossici sono oramai dentro ad ogni luogo del nostro vivere quotidiano. La mia terra non può continuare a piangere giovani affetti da cancro. Incominciamo una battaglia di civiltà istituendo il registro tumori in Irpinia e in Campania. Incominciamo a chiedere la bonifica di aree interessate da rifiuti legali ed illegali. Non abbassiamo il capo davanti agli “ spacciatori di morte” e tentiamo di evitare quello che Calamandrei chiamava la putrefazione morale”.


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