Vitalizi, dopo Camera tocca a Senato e Consiglieri Regionali. Gubitosa: “Col M5s al Governo sta cambiando tutto”

Vitalizi, dopo Camera tocca a Senato e Consiglieri Regionali. Gubitosa: “Col M5s al Governo sta cambiando tutto”

8 ottobre 2018

Vitalizi, dopo il taglio a Montecitorio il Vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha annunciato sfalci delle pensioni d’oro anche al Senato. Uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle torna dunque di strettissima attualità. Ma non è tutto. Ai 2700 vitalizi dei parlamentari che andranno tagliati, si aggiungeranno presto anche quelli dei consiglieri regionali.

Nella legge di Bilancio, infatti, stando a quanto ha spiegato Di Maio, ci sarà una norma che dice alla Regioni che se non aboliscono i vitalizi, la quota parte di soldi che spendono per essi non verrà più trasferita dallo Stato. Tale meccanismo – ha continuato il capo politico del M5s – è applicabile in tanti altri strumenti, al netto delle autonomie regionali garantite dal titolo V della Costituzione, che non saranno cambiate.

La Regione Campania eroga 246 vitalizi, per una cifra complessiva di undici milioni di euro all’anno. Tra i beneficiari ci sono alcuni ex big della politica come Nicola Mancino, Antonio Bassolino e Carmelo Conte. Leader che hanno ricoperto ruoli di Governo dopo aver fatto la gavetta nel consiglio regionale. Addirittura c’è chi, come Giuseppe Scalera, ne riceve tre (da ex deputato, ex senatore ed ex consigliere regionale).

Tra gli irpini in lista troviamo Giovanni Acocella, già presidente del consiglio regionale ed esponente di spicco del Psi campano negli anni sessanta, che beneficia di 3240 euro netti al mese. Per l’ex assessore regionale Luigi Anzalone 2313 euro netti al mese. Poi ancora Franco D’Ercole, anche lui ex presidente del Consiglio regionale, che incassa 4013 euro al mese;ancora Enzo De Luca, oggi al vertice dell’Osservatorio regionale sui rifiuti, con 2432 euro al mese.

L’ex senatore Andrea De Simone prende 3240 euro mensili, Concetta De Vitto è a quota 1841 euro, Lucio Fierro incassa 3239 euro al mese mentre Pietro Foglia, già presidente del Consiglio regionale con la Giunta Caldoro, incassa 2701 euro al mese, l’ex senatore Ds Angelo Flammia percepisce 1925 euro, l’ex presidente della Commissione Sanità regionale Angelo Giusto 4344 euro, l’ex deputato ed ex assessore comunale ad Avellino Arturo Iannaccone incassa 1845 euro al mese mentre all’ex vicepresidente del Csm e presidente del Senato Nicola Mancino vanno 2493 euro al mese.

Chiudiamo con l’ex sindaco di Monteforte Irpino Sergio Nappi a cui vanno 2825 euro al mese, Mario Sena, già assessore regionale alla cultura e alla sanità e capogruppo in Consiglio della Margherita, che incassa 4359 euro al mese, l’ex ministro della ricerca scientifica Ortensio Zecchino, Dc di Ariano Irpino, che incassa 2335 euro e infine Domenico Ziccardi con 2192 euro. Tutti cumulabili con eventuali pensioni da ex parlamentari o europarlamentari.

Dal 2012 tali benefici sono stati abrogati per i nuovi consiglieri: ma la legge regionale non ha intaccato i diritti acquisiti, salvo una riduzione del 30% dell’importo.

“I vitalizi sono stati difesi per anni da Pd e Forza Italia – ha commentato su facebook l’onorevole Michele Gubitosa – Hanno tentato in tutti i modi di tenersi stretti i privilegi. Poi è arrivato il M5S al Governo e sta cambiando tutto.

Come ben sapete, abbiamo abolito i vitalizi alla Camera e nei prossimi giorni faremo la stessa cosa anche al Senato, recuperando più di 200 milioni di euro e, soprattutto, ristabilendo un principio di giustizia sociale ed equità. Abbiamo detto basta a queste pensioni da nababbi che, paragonate alle somme da fame percepite finora dai nostri pensionati minimi (pensioni che alzeremo nella prossima legge di bilancio), sono vergognose.

Ma non ci fermeremo qui: dopo Camera e Senato taglieremo i vitalizi anche ai consiglieri regionali. E la modalità sarà piuttosto semplice: se le Regioni non aboliranno i vitalizi, la quota parte di soldi che spendono per essi non verrà più trasferita dallo Stato centrale.

Tutti, anche i presidenti di Regione e consiglieri, devono capire che l’era di questi assurdi privilegi è definitivamente tramontata. Andiamo avanti. Stateci vicino” conclude il deputato.