Violenza sulle donne, è allarme in Irpinia

Violenza sulle donne, è allarme in Irpinia

22 novembre 2018
Violenza sulle donne, è allarme in Irpinia. Emergono dati poco incoraggiati sulla cosiddetta “violenza di genere” in occasione della “Giornata mondiale contro la violenza delle donne” prevista per il prossimo 25 novembre.
Salvatore Pignataro, Specialista in Criminologia investigativa, intelligence forense, da poco alla guida del Centro Studi nazionale per la Vigilanza e la Sicurezza dell’ANEESP (Associazione nazionale Esperti in Sicurezza Pubblica e Privata), precisa che “secondo gli ultimi dati emersi dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità la violenza sulle donne è legata a condizioni economiche ma anche allo status educativo e sociale ed è talmente diffusa da non essere neppure riconosciuta dalle vittime stesse, soprattutto quando essa si intreccia con aspetti  psicologici”.
A livello regionale della Campania non vi è solo la violenza domestica o assistita, a far da padrona, ma anche problemi legati al contesto sociale e imputabili spesso anche  alla disoccupazione del mondo femminile.  “Dalle statistiche, – spiega Pignataro –  a livello regionale emerge che i maggiori casi di violenza sulle donne avviene soprattutto a Napoli a seguire le province di Caserta, Salerno, Avellino e Benevento”.
“Diverso il trend nazionale dove sono in calo i primi nove mesi dell’anno i cosiddetti “reati spia” del femminicidio: maltrattamenti in famiglia, stalking, percosse, violenze sessuali; mentre si registra un sensibile aumento dell’azione di contrasto (misurata in termine di denunce e arresti)”.
Così come emerso dalle statistiche  della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato le donne uccise da gennaio a novembre 2018 a livello nazionale è sceso solo di 3 unità ( da 97 a 94 casi).
“Proprio sui femminicidi  non si sono potute apportare modifiche per ragioni di tempo al decreto legge sulla material. Sugli undici articoli che compongono il provvedimento, solo cinque si riferiscono alla violenza sulle donne. Nel provvedimento diventano aggravanti la relazione affettiva con la donna, ma anche l’arresto obbligatorio in flagranza con introduzione del braccialetto elettronico, la possibilità di querela irrevocabile in caso di alto rischio con la persona e ammonimento per lesioni”.
“Oltre a questo èstato previsto lo stanziamento di dieci milioni di euro per le campagne preventive di educazione e formazione definito “ piano anti violenza”. A livello pratico, infine,  c’è da precisare che per la violenza di genere tre sono le fattispecie di reati previste dal codice penale: atti persecutori ( art.612 bis cosiddetto stalking), maltrattamento contro familiari o conviventi ( art. 572 c.p.) e violenza sessuale ( art. 609 bis)”.
Il codice penale prevede delle aggravanti/attenuanti comuni, cioè che possono essere applicate a tutti i tipi di reati, e delle aggravanti specifiche. Tra le prime, per i delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, la libertà personale e i maltrattamenti, la pena è aggravata se il reato è commesso di fronte o in danno di minori o ai danni di una donna in gravidanza. Tra le seconde, introdotte dalla legge n. 119 del 2013, la pena è aumentata se la violenza sessuale è commessa ai danni di una donna in gravidanza o se il colpevole è un convivente, familiare o divorziato o comunque legato da una relazione affettiva, anche senza convivenza.
“Per i maltrattamenti la procedibilità è d’ufficio, cioè si prescinde da una denuncia della persona offesa o segnalazione. Ci auguriamo che pure in provincia di Avellino,  l’impegno delle istituzioni, delle associazioni e dei cittadini possa garantire costantemente una adeguata cultura e sensibilizzazione contro la violenza di genere soprattutto da parte dei giovani.”