“Villa dei Pini”, è braccio di ferro sui licenziamenti

“Villa dei Pini”, è braccio di ferro sui licenziamenti

20 settembre 2018

“Tra i lavoratori cresce la convinzione che la strategia aziendale sia quella di far passare il tempo al fine di giungere alla scadenza dei giorni previsti dalla procedura per intimorire i lavoratori e determinare in tal modo condizioni di sicuro condizionamento e soggezione”. La Cisl Funzione Pubblica carica a testa contro la Casa di Cura “Villa dei Pini” all’indomani dell’incontro tenutosi presso la Giunta Regionale della Campania.

Il segretario generale Antonio Santacroce parla di stupore “scaturito dalla mancanza di volontà di decidere tra le diverse proposte messe in campo, a partire da quelle fatte dallo stesso management aziendale”. Preoccupati anche il Coordinatore della Sanità Pubblica e Privata della Cisl Fp IrpiniaSannio Mario Musto e il referente aziendale Carmela D’Ambrosio. “Ogni tentativo di risolvere in modo pacato e senza scossoni la vicenda è stato messo in campo, adesso è chiaro che il tempo rimasto è poco e lascia altrettanto pochi margini al confronto tra le parti”.

“A questo punto, continua il Segretario Generale, abbiamo l’obbligo di valutare tutti i canali per mettere in sicurezza i lavoratori, ad iniziare dal coinvolgimento del nostro studio legale per la verifica ed eventuale impugnazione del percorso posto in essere sotto tutti i punti di vista e rilanciando e sollecitando tutti i soggetti istituzionali preposti per porre fine alla negazione dell’assistenza sanitaria con riferimento ai 48 posti di cosiddetto recupero e riabilitazione funzionale lungodegenza attribuiti alla Casa di Cura Villa dei Pini ma che nei fatti da anni sono negati”.

“Per questo motivo chiediamo la revoca dell’accreditamento alla Struttura di contrada Pennini e la ridistribuzione presso le altre aziende operanti sul territorio dei suddetti posti e quindi dei lavoratori.  Condizione che addirittura porterebbe a scongiurare i licenziamenti e a determinare nuove assunzioni”.

Il sindacato chiude con un appello alla politica e alle istituzioni. “Dove è finita la pregressa esperienza sindacale fatta all’atto dell’insediamento, che aveva fatto sperare tutti i lavoratori in merito alla rimozione dei licenziamenti? Prtroppo oggi la realtà è un’altra ed è molto amara per tutti”.