Viespoli: L’arrivo dell’Udc è bassolinismo politico elettorale

20 aprile 2009

Malumori all’interno del centrodestra in relazione all’intesa con l’Udc in Campania. Dopo che per l’Mpa tramite il portavoce Salvatore Ronghi, “ è incomprensibile che partiti come l’Udeur già inglobati nel Pdl e cancellati dal mancato consenso popolare possano presentare proprie liste in alleanza nel Partito di Berlusconi”, anche il sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli ha criticato i vertici regionali e nello specifico Cosentino e Landolfi. Per Viespoli, “siamo di fronte ad un’alleanza a rate: l’anticipo con il sindaco di Avellino, il saldo con il presidente della Provincia di Caserta. Non vorrei che il Pdl trasferisse nel centrodestra il bassolinismo politico – elettorale, cioè la prassi dell’alleanza più ampia possibile”. La riflessione di Viespoli in sintesi critica “l’autoreferenzialità” di Cosentino e Landolfi e quella che lui definisce “una piccola oligarchia romana”. Per il sottosegretario sannita, “nel centrodestra non c’è un confronto che spinga il Pdl ad essere protagonista di processi culturali e politici nuovi”. Anzi, ha affermato Viespoli, “ il centrodestra appare sempre più risucchiato in una stantia riedizione della “politica delle alleanze” in assenza di un disegno, di un’idea forza, di una visione propria”. E per quanto riguarda il dialogo con De Mita, Viespoli ha dichiarato : “ il dialogo andava attivato per verificare l’eventualità di una convergenza in Irpinia. Non certo per una condizione di minorità politico – culturale, quanto per lo straordinario valore simbolico, di definitiva chiusura di un’epoca, rappresentata dalla possibilità che De Mita diventasse decisivo per condurre, nella sua terra, la destra al governo. Credo – ha poi aggiunto – che solo la trasformazione della democrazia escludente in democrazia inclusiva dell’alternanza e, dunque, il compimento comunque di un disegno, insieme di rottura e di continuità, può consentirea a De Mita di dare senso culturale e politico alla sua scelta. Se non è così, siamo di fronte al neotrasformismo”.