VIDEO/ Violenza sulle donne, Bruzzone: “Sono ancora sole, servono più tutele”

26 giugno 2018

Marco Grasso – “Seguo il filone delle violenze di genere da oltre venti anni, e questo fenomeno non è cambiato molto nel corso del tempo. Certo, rispetto al passato, c’è una maggiore attenzione mediatica, ma non è certo sufficiente a limitare i casi di violenza sulle donne”.

La criminologa Roberta Bruzzone, nella sala consiliare di Atripalda per il primo dei cinque incontri organizzati dal Consorzio Servizi Sociali Ambito A5, alza il livello di attenzione sul triste fenomeno dei femminicidi. Al confronto, aperto dal sindaco Giuseppe Spagnuolo, sono intervenuti anche l’assessore alle Politiche Sociali Nancy Palladino e il direttore del Consorzio Carmine De Blasio.

“Rispetto a qualche anno fa è stato cancellato il termine delitto passionale, ed è un bene. Oggi – continua la criminologa – si parla di femminicidio. Qualcuno storce ancora la bocca, ma intanto si inizia finalmente a chiamare le cose con il loro nome. Certi omicidi non hanno nulla a che fare con la passione, è solo violenza”.

Affollata la platea della sala consiliare. Ad ascoltare la Bruzzone ci sono soprattutto donne. “L’obiettivo di questi incontri è di aiutare le donne a captare le situazioni di pericolo, ad agire e difendersi prima che sia troppo tardi. Purtroppo – precisa – non è ancora facile tratteggiare un identikit dell’uomo violento. Chiunque può rilevarsi pericoloso. Anzi, il più delle volte si tratta di incensurati, di insospettabili, di persone assolutamente normali e apparentemente affidabili. Ma i campanelli di allarme ci sono sempre, bisogna stare attenti”.

De Blasio e Palladino rimarcano l’importanza di organizzare momenti di confronto e sensibilizzazione, “quantomai necessari in piccole realtà, dove far emergere certe situazioni è ancora più difficile. Parlare, scambiarsi idee ed esperienze è il primo passo per riconoscere il fenomeno e non fare finta di non vedere. E’ chiro che non è solo un problema delle donne, ognuno deve fare la propria parte, a tutti i livelli”.

La difficoltà a denunciare casi di violenza, soprattutto se consumati tra le mura domestiche, resta il primo ostacolo da superare. “Oggi le donne hanno più possibilità di denunciare perchè c’è maggore attenzione su certe tematiche, ma purtroppo spesso non è sufficiente. Sono ancora troppe le donne che si sono esposte, e si espongono, senza aver poi il necessario sostegno da parte delle istituzioni e chi di competenza”, osserva la Bruzzone.

Nessun dubbio sulla strada da seguire. “Parlarne, sensibilizzare le donne sul fenomeno è fondamentale. Così come occorre migliorare sempre di più gli strumenti legislativi a disposizione, facendo percepire alle vittime che non si è mai soli e che c’è davvero possibilità di ottenere giustizia”, conclude.