Tragedia Erasmus, nessun colpevole per la morte di Valentina Gallo

10 novembre 2016

Nessun colpevole per la strage dell’autobus sull’Autostrada AP-7 in Spagna, la tragedia che la scorsa primavera costò la vita a 13 studentesse Erasmus, tra cui anche Valentina Gallo, nata a Firenze il 16 dicembre 1993 , ma originaria di Vallata in provincia di Avellino.

Sul pullman viaggiavano 61 persone, tutte del progetto Erasmus.

Dunque nessuna responsabilità. La strage delle tredici studentesse Erasmus, morte nel sonno fra le lamiere contorte di un bus catalano, non avrà un processo penale.

Lo ha deciso il giudice istruttore del tribunale di Amposta vicino a Tarragona che ha archiviato la causa penale aperta dopo l’incidente del bus.

Nella decisione di archiviazione, contro la quale può essere presentato ricorso, il magistrato ha escluso, riferisce l’agenzia spagnola Efe, che l’incidente sia stato dovuto a problemi meccanici o alla guida imprudente dell’autista e ha rinviato le parti al procedimento civile.

“Siamo stupefatti e nuovamente sotto choc”.

Lo dice all’ANSA Alessandro Saracino, padre di Serena, una delle studentesse Erasmus morte lo scorso marzo nell’incidente stradale.

“Ci riserviamo di procedere legalmente in tutte le sedi competenti e chiederemo all’Unione Europea di prendere posizione sulla vicenda”, aggiunge in merito alla decisione del tribunale di Tarragona di archiviare la causa penale sull’incidente costato la vita a 13 studentesse, sette delle quali italiane.

Dopo il sinistro, la polizia regionale catalana, avevano denunciato l’autista per tredici “omicidi per imprudenza” ritenendo, secondo la stampa spagnola, che un colpo di sonno fosse la causa più probabile della tragedia.

La polizia aveva in particolare rilevato grazie alla scatola nera del bus diversi cambiamenti di velocità prima dello schianto contro il guard rail.

Secondo la stessa stampa spagnola l’autista dopo l’incidente avrebbe anche detto ai soccorritori si essersi addormentato.

Il giudice di Amposta ritiene invece che il guidatore, rimasto gravemente ferito nell’incidente, circolasse alla velocità massima consentita di 100 km/h ed avesse rispettato i tempi di riposo regolamentari, ed esclude che possa essere stato distratto da un telefono cellulare.

Al momento dell’incidente era emerso che il bus carico di studenti Erasmus era partito all’alba da Barcellona per Valencia per la tradizionale festa di primavera delle Fallas per rientrare la notte successiva.

Una pratica ricorrente nei viaggi in bus low cost per studenti fra le due città spagnole.