VIDEO/ Tommariello d’oro, la migliore Irpinia premiata a Montefusco

24 agosto 2015

A Montefusco un pubblico numerosissimo e tanti applausi hanno accompagnato la cerimonia di premiazione dell’edizione 2015 del Tommariello d’oro.

Tante e diverse sono state le emozioni che nella serata di gala nella meravigliosa location del convento dei frati Cappuccini in località Sant’Egidio in Montefusco si sono impossessate del cuore di chi ha partecipato; come pubblico, come protagonisti, ma anche come promotori e organizzatori di questa rassegna.

Il divertimento, la commozione, la spensieratezza di una sera, la voglia di riflettere, la gioia per i buoni risultati e un attimo di malinconia per ciò che manca sono stati gli ingredienti che hanno reso unica – anche per il numero di persone presenti – l’edizione 2015 di questo consueto appuntamento culturale estivo.

La delegazione sell'US Avellino

La delegazione dell’US Avellino con Gubitosa

L’ATTUALITÀ RACCONTATA DAI PROTAGONISTI – Tra esibizioni e ringraziamenti di rito, la serata ha preso il via con la consegna delle Pigne d’argento.

Tra i premiati anche il nuovo Vescovo della Diocesi di Ariano-Lacedonia Mons. Sergio Melillo, con il quale l’anchorman Rai Massimo Giletti – pienamente a suo agio con la platea irpina – ha dialogato rispetto agli ultimi fatti di cronaca che hanno visto al centro della discussione l’accesa polemica successiva ai funerali di Casamonica, tenuti a Roma qualche giorno fa.

Sul punto, Mons. Melillo ha detto: “La Chiesa non si è mai sottratta a stigmatizzare quello che non andava nella società così come anche queste dinamiche così complesse che sono vissute talvolta dai parroci stessi in prima persona”.

Michele Gubitosa

Michele Gubitosa

IL PREMIO A MICHELE GUBITOSA – È toccato dunque a Michele Gubitosa, nella sua doppia veste di Ceo del Gruppo HS e di vicepresidente dell’Us Avellino, aprire le premiazioni dell’ambito Tommariello d’oro.

Sul palco con l’imprenditore originario di Montemiletto anche una delegazione della squadra biancoverde, guidata dal diesse Enzo De Vito e dai calciatori Chiosa e Visconti.

La premiazione di Gubitosa è stata dunque l’occasione per ripercorrere la situazione che l’Irpinia dell’imprenditoria vive oggi, con uno sguardo a quello che è stato e con un occhio a quelli che saranno i prossimi grandi obiettivi.

“Il segreto del successo? Basta credere fortemente in quello che si fa, avere sogni e non avere paura di portarli avanti”, ha detto Gubitosa stuzzicato dalle domande di Massimo Giletti.

Immancabile poi una riflessione sulla sua nuova grande avventura, stavolta in ambito sportivo: “Chi come me è nato in provincia di Avellino – ha detto il numero uno di HS – ha nel proprio DNA i colori biancoverdi. L’Avellino è stata sempre presente nella mia vita, sin da quando sono nato. Ho avuto l’opportunità di conoscere la famiglia Taccone e ho deciso dunque di mettermi a disposizione, al servizio di questa gloriosa società e dei suoi tifosi”.

Quindi, la premiazione con il Tommariello d’oro consegnato a Michele Gubitosa dal presidente dell’associazione culturale ‘Il Tommariello d’oro’, Teresa Lombardo, per le “… elevate capacità organizzative, abnegazione lavorativa e per avere creato un vero e proprio miracolo irpino”.

La serata è proseguito poi con la consegna dei premi al comandante provinciale dei Carabinieri Francesco Merone, al presidente del Consiglio Regionale Rosetta D’Amelio, al generale delle Fiamme Gialle Saverio Capolupo e al capo della Procura della Repubblica di Avellino, Rosario Cantelmo.

Rosario Cantelmo

Rosario Cantelmo

ISOCHIMICA FERITA APERTA – Tra i momenti più toccanti della serata, Cantelmo ha ricordato alla numerosa platea occorsa a Montefusco la questione Isochimica: “Si tratta – ha detto – di una grande ferita che merita un palcoscenico nazionale. Siamo sulla strada giusta e credo che quell’area sarà presto bonificata. Parliamo di 2,2 milioni di amianto sotterrati nel sito dell’ex fabbrica che sorge nel territorio del comune di Avellino, a Borgo Ferrovia, un amianto che per tipologia è tra i più pericolosi in giro. È una polveriera con la quale non si può convivere, di cui la gente ha preso coscienza anni fa decidendo così di far sentire la propria voce.

La gente irpina è molto migliore di quello che può apparire – ha concluso quindi Cantelmo – Ha grandi sentimenti ed è pronta ad uscire da quel senso di rassegnazione che per troppo tempo ha segnato le loro menti. Ed è bastato far capire loro che lo Stato c’è e fa gli interessi di tutti. Ecco perché, anche per la vicenda dell’Isochimica, l’Irpinia potrà presto cogliere la sua vittoria”.