VIDEO/ Tajani a Pratola Serra rilancia la FCA: “L’industria dell’auto ha un futuro anche in Irpinia”

27 luglio 2018

Marco Grasso – “La Fca resterà riferimento anche per l’Irpinia. La morte di Marchionne non cambia i piani e i programmi. L’industria automobilistica resta uno dei pilastri dell’economia nazionale e locale”. A Pratola Serra, per ricevere la cittadinanza onoraria e le chiavi del Comune, il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani si sofferma sul futuro dello stabilimeno irpino.

Quasi 1800 impiegati fra quadri e maestranze, un intero indotto saldamente ancorato alla sopravvivenza del ciclo produttivo. A Tajani si rivolge un’intera comunità, sindaco in testa, che in sala consiliare ha ribadito chiaramente che la priorità assoluta resta il proseguimento produttivo e la difesa dei livelli occupazionali. Il presidente del Parlamento europeo ha rassicurato sulle intenzioni del gruppo italoamericano.

“Senza una vera politica industriale diventa difficile immaginare di creare occupazione. Faremo di tutto perchè, in Italia come in Europa, si continui a puntare sull’industria che resta un punto di forza del nostro Paese, soprattutto al Sud. Così come è necessario investire nel turismo e completare le infrastrutture previste. Il Mezzogiorno ha bisogno di grande attenzione, occorre cambiare marcia”.

Tajani boccia senza appello il decreto dignità. “Affosserà il lavoro, farà perdere migliaia di posti di lavoro. Senza i voucher si favorisce il lavoro nero in agricoltura e turimo. C’è la volontà di fare marcia indietro, vedremo. Così come non può essere messa in discussione la Tav, c’è il rischio di creare effetti economici negativi disastrosi”.

Tajani preferisce invece glissare le questioni più strettamente politiche. “Serve gente che lavora e si impegna, di leader ce ne sono anche troppi”, si limita a dire alle domande sul suo ruolo all’interno del centrodestra.

Il presidente del parlamento europeo si sofferma anche sulla partita della programmazione comunitaria. L’Irpinia, e la Campania più in generale, sono in ritardo cronico. “Bisogna recuperare il tempo perso e progettare. La Campania resta agli ultimi posti per capacità di spesa, è un gap pesante da colmare al più presto”, precisa.

Per invertire il trend l’idea è “di accorpare le risorse in un fondo che sostenga interventi infrastrutturali interregionali, dove il cofinanziamento nazionale è più marginale. Si può immaginare di intervenire con investimenti Bei, Cassa Depositi e Prestiti, fondi pensione degli enti previdenziali e investimenti bancari. Sarebbe sufficiente un pacchetto finanziario di una ventina miliardi di euro che potrebbe avere un effetto leva di 200 miliardi e sostenere così il rilancio del Sud”.