VIDEO/ Strage bus A16, un nuovo video potrebbe riaprire il caso

15 novembre 2016

Un nuovo video di 18 secondi potrebbe riaprire il caso del drammatico incidente del bus sull’autostrada A16 Napoli Canosa, all’altezza di di Monteforte Irpino, che nel 2014 causò la morte dei 40 pellegrini di rientro a Pozzuoli (Napoli) dopo un viaggio a Padre Pio.

O almeno questa sarebbe la tesi sostenuta dall’avvocato Sergio Pisani, legale del proprietario dell’autobus, Gennaro Lametta, fratello di Ciro Lametta, l’esperto autista rimasto a sua volta vittima della tragedia nonostante il disperato ed eroico tentativo di condurre il salvo il bus.

Nella sequenza video “… della telecamera di sorveglianza posta sul tratto della A16, a monte del viadotto Acqualonga”, afferma Eugenio Rapinese, perito nominato da Gennaro Lametta, “… emerge la presenza di due autoveicoli che procedono a traino pochi istanti prima del sopraggiungere dell’autobus che, per cause in corso di accertamento da parte del pool di Pronto Intervento Legale, giunto quasi a ridosso delle due predette autovetture devia repentinamente a sinistra collidendo contro il guard rail posto a spartitraffico. Quanto emerso appare di rilevante è fondamentale importanza ai fini della ricostruzione cinematica del sinistro che potrebbe essere avvenuto per cause completamente diverse rispetto a quelle fino ad oggi ipotizzare e prospettate”.

Le due vetture, ipotizza ancora Pisani, potrebbero aver creato “un ostacolo improvviso, determinando la deviazione a sinistra del pullman e dando così di inizio a quella corsa infernale”.

E il guasto meccanico rilevato dalle perizie? “Ritengo che la presenza di quelle due auto trainate non possa essere archiviata come una semplice coincidenza”, replica l’avvocato Pisani, che annuncia di voler utilizzare il video sia nel processo penale in corso ad Avellino, in cui sono imputati, oltre a Gennaro Lametta, personale della società autostrade e dipendenti della motorizzazione civile, sia nel procedimento civile.


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