VIDEO/ Ritorno al Medioevo, Montemiletto rievoca l’assalto al Castello e la riconquista del feudo

3 settembre 2018

Lo scorso fine settimana il borgo irpino di Montemiletto è tornato al Medioevo. Esattamente al 1491, quando Algisio Tocco, con l’aiuto della popolazione montemilettese, liberò il Castello Della Leonessa caduto in mano ad Andrea Caracciolo, riconquistando così il feudo.

L’attesissimo Assalto al Castello, in programma sabato 1, è stato spostato causa pioggia al giorno successivo nell’ambito della manifestazione “1491 – Siqua Fata Sinant”. Evento che ha avuto, nel corso delle tre edizioni svolte finora, una crescita costante in termini di partecipazione e qualità dei contenuti, divenendo tra le manifestazioni più attese in Irpinia e non solo.

Tutto ciò è stato reso possibile grazie alla partecipazione di vari gruppi storici, provenienti da varie regioni d’Italia, che hanno contribuito con la loro professionalità a offrire al pubblico una reale atmosfera della vita a corte dell’epoca.

Nel corso della due giorni è stato allestito inoltre un grande mercato cittadino con botteghe e antichi mestieri che ha riempito le vie e le piazze del centro storico. Accampamenti di soldati hanno dato spettacolo e offerto alti esempi di rievocazione di combattimento storico. Non sono mancati spettacoli con animali quali falchi e grossi serpenti, danze, figuranti in costume, gruppi di armati e musici che hanno completato il programma della kermesse.

Il tutto ulteriormente valorizzato con l’utilizzo di torce, stendardi e arredi vari per tutto il percorso in cui si è svolto l’evento.

Personaggi in costume storico hanno accompagnato i visitatori provenienti da tutta la Campania presso i maggiori monumenti e i luoghi di antica costruzione tra cui il Castello della Leonessa e le sue fantastiche logge da dove è possibile ammirare la Valle del Calore e parte del Sannio, le chiese di Santa Maria e Sant’Anna, quest’ultima realizzata per volere della famiglia Tocco, risalente al XVI secolo all’interno della quale spicca l’altare maggiore, realizzato nel XVIII secolo da Pietro Ghetti, e il paliotto in marmi intarsiati.

Tra le diverse opere d’arte custodite nell’edificio religioso va menzionato un dipinto di Francesco de Angelis che raffigura la battaglia di Lepanto e la Madonna del Rosario, oltre agli affreschi alle pareti in cui è ritratto S. Domenico, i palazzi baronali delle famiglie Fierimonte, Fusco e Colletti e la Contrada di Montaperto.