VIDEO/ Rischio sismico, patto tra Comune e Ordini Professionali. Tomasone: “Capire lo stato dell’arte del nostro patrimonio edilizio”

29 maggio 2018

Marco Grasso – Una mappatura dettagliata del territorio comunale, con massima attenzione al patrimonio edile pubblico e privato. Parte necessariamente da una capillare attività di monitoraggio, l’azione congiunta di enti e ordini professionali per incidere in maniera significativa sugli standard di sicurezza. “Mitigazione del rischio sismico: messa in sicurezza del patrimonio edilizio privato esistente” è il tema del convegno promosso dal Comune di Avellino di concerto con gli Ordini professionali e le associazioni datoriali della provincia.

“Finalmente sui temi della sicurezza c’è maggiore condivisione e spirito collaborativo. La rete istituzionale – precisa in apertura l’assessore comunale all’Urbanistica Ugo Tomasone – è sicuramente un punto di forza per agire in maniera più rapida ed efficace. E’ chiaro che il primo punto è capire lo stato dell’arte del nostro patrimonio edilizio, pubblico e privato. Crediamo sia il primo passo da compiere per poter poi mettere in campo azioni il più possibile mirate”. 

Un impegno che trova in piena sintonia i presidenti degli Ingegneri e degli Architetti, Luigi Masi e Domenico Petecca. Dagli ordini professionali parte un appello ai privati ad investire sulla sicurezza delle proprie abitazioni. “E’ davvero paradossale che sul sisma bonus e gli altri contributi a disposizione dei privati ci sia un’attenzione decisamente tiepida. I fondi sono utilizzati ancora in maniera marginale, e crediamo sia imperdonabile per una provincia a forte rischio sismico come la nostra”.

Il Sismabonus 2018, è stato ribadito nel corso del confronto, consente la detrazione fiscale Irpef del 50% per un soglia massima di spesa di 96 mila euro da suddividere in 5 quote annuali di pari importo a partire dall’anno in cui si sono sostenute le spese (dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021) per l’adozione di misure antisismiche su edifici ad uso abitazione (prime e seconde case, compresi i condomini) e per attività produttive, situati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) o a minor rischio (zona sismica 3). La detrazione del 50% per lavori antisismici va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno).

La percentuale di detrazione sale al 70% della spesa sostenuta se la realizzazione degli interventi determina il passaggio a una classe di rischio inferiore e aumenta all’80% se l’intervento consegue il passaggio a due classi di rischio inferiori. La classificazione sismica dei Comuni italiani è contenuta nell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003. La detrazione è del 100% per le spese di diagnosi sismica degli edifici e per la certificazione statica ad opera di professionisti.