VIDEO/ Pd, Ivo Capone: “De Blasio superato, la rottura con Famiglietti ha degenerato i rapporti”

3 dicembre 2015

L’ex vicesegretario del partito democratico avellinese, Ivo Capone, riferimento per la componente che fa capo alla presidente del Consiglio Regionale, Rosetta D’Amelio, non lesina commenti sulla situazione di stallo che permane a via Tagliamento dopo l’ultima Assemblea in cui è stata presentata la mozione di sfiducia per il segretario Carmine De Blasio:

“Subito dopo le elezioni regionali Carmine De Blasio non rappresentava un problema. La nostra componente che fa capo alla presidente Rosetta D’Amelio ha consegnato le deleghe per rideterminare un equilibrio nell’esecutivo affinchè la segreteria fosse politica. Questo non è successo, poi c’è stata la rottura con il deputato Famiglietti ed i rapporti sono degenerati. Si è arrivati ad un punto di non ritorno e le componenti che si sono ritrovate per aprire un nuovo percorso puntano alla celebrazione di un nuovo congresso.”

“Chiedevamo un passo indietro a Carmine De Blasio – continua Capone –  la sfida è continuata sulle questioni procedurale e la mozione di sfiducia è maturata perché non c’è stato campo libero nella gestione del partito dopo il 31 maggio.”

De Blasio ha annunciato che non si dimetterà, Capone stigmatizza questa decisione:

“Non siamo di fronte ad un referendum ma ad una presa di coscienza della maggioranza assoluta dei delegati dell’Assemblea, i quali dicono che questo percorso così com’è non può funzionare. Il documento di sfiducia mette in evidenza che non c’è una maggioranza che può sostenere De Blasio. Delle due l’una, vediamo qual è quella buona”.

E sulle presunte pressioni subite da Foti e sviscerate da Carmine De Blasio in una recente intervista al nostro portale:

“Che io sappia Foti ha scritto una missiva invocando un soccorso ai riferimenti regionali e nazionali del Pd. C’è una discussione in atto, il deputato Paris ed il segretario regionale Tartaglione formuleranno una proposta in base alle criticità che in questo momento sono palpabili all’interno di tutta la comunità avellinese”.