VIDEO/ Non solo Lametta, anche Autostrade condannata per la strage di Acqualonga

11 gennaio 2019

Non solo Gennaro Lametta, anche la società Autostrade per l’Italia è stata condannata per la strage di Acqualonga del 28 luglio 2013, quando a bordo del bus precipitato nel viadotto persero la vita 40 pellegrini di ritorno a Pozzuoli da una gita religiosa. Quest’oggi, dopo due anni di indagini preliminari e tre di processo, in cui si sono susseguite 54 udienze e 40 testimonianze da parte della Procura, il giudice monocratico Luigi Buono ha pronunciato la sentenza di primo grado.

12, così come richiesti dai pm Rosario Cantelmo e Cecilia Annecchini, gli anni di condanna per Gennaro Lametta, ritenuto responsabile del reato di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e falso per la revisione del bus. Condanna a 8 anni anche per la funzionaria della Motorizzazione civile di Napoli Antonietta Ceriola, mentre il collega Vittorio Saulino è stato assolto.

Capitolo Autostrade. Il giudice Buono ha ritenuto in primo grado colpevoli anche 6 dei 12 dirigenti e funzionari della società concessionaria imputati, ovvero l’ex direttore di tronco Paolo Berti (condanna a 5 anni e 6 mesi), i dirigenti Michele Renzi (5 anni), Nicola Spadavecchia (6 anni), Bruno Gerardi (5 anni), Gianluca De Franceschi (6 anni) e Gianni Marrone (5 anni e 6 mesi). Assolti, tra le proteste dei superstiti della tragedia e dei familiari delle vittime, l’amministratore delegato Giovanni Castellucci, l’ex direttore generale Riccardo Mollo e ancora Michele Maietta, Massimo Fornaci, Marco Perna e Antonio Sorrentino.

Nel frattempo di conoscere le motivazioni della sentenza (attese in un tempo massimo di 90 giorni), il giudice ha individuato una responsabilità – seppur periferica – in Autostrade per l’Italia per una delle stragi stradali più gravi d’Europa. Pur assolvendo l’amministratore delegato Castellucci, Buono ha ritenuto comunque responsabili i direttori di tronco dell’epoca così come chi aveva la gestione finanziaria della società. Autostrade, insomma, è stata condannata per i reati di disastro colposo e omissioni in atti d’ufficio per dove c’era la competenza, senza andare oltre ed estendere il cerchio ai livelli più alti.