VIDEO/ Arresti nel Vallo Lauro, le immagini del blitz

7 dicembre 2016

Il blitz della Questura di Avellino eseguito stamane nei Comuni del Vallo Lauro, in provincia di Avellino, ha portato all’arresto di ben 11 persone (tra cui l’ex sindaco di Pago Giuseppe Corcione, ndr).

Questa mattina i particolari dell’operazione condotta dagli uomini della squadra mobile di Avellino, coordinati da Marcello Castello, sono stati resi noti in una conferenza stampa alla Procura di Napoli, alla presenza del Questore di Avellino, Luigi Botte.

Impegnati nel blitz oltre 100 uomini delle forze dell’ordine, coordinati dalla Dda di Napoli con il supporto operativo del Nucleo Prevenzione Anticrimine e degli agenti del Commissariato di Polizia di Lauro.

“Da parte dell’amministrazione comunale – ha riferito in conferenza stampa Botte – emergeva un disprezzo rilevante nei confronti dell’operato della magistratura così come verso le forze dell’ordine. Addirittura l’ex sindaco Corcione in una intercettazione aveva definito i poliziotti come ‘… pezzi di m…’, riconducendo le difficoltà del suo agire amministrativo all’azione di quattro magistrati che l’avrebbero preso di mira”.

A parlare è stato anche il magistrato anticamorra della Dda di Napoli, Giuseppe Borrelli, che riferendosi all’ex sindaco Corcione ha detto: “Corcione si era recato da un cittadino di Pago chiedendogli di vendere un terreno di sua proprietà. E lo aveva fatto evidenziando tutta la sua forza sul territorio. Qualche giorno dopo, altri soggetti si erano recati presso il cittadino, qualificandosi come camorristi, minacciandolo per il rifiuto manifestato al sindaco”.

Il procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, e il procuratore aggiunto, Giuseppe Borrelli, coordinatore della Dda, hanno sottolineato l’invasività del fenomeno mafioso nella zona nonostante l’intensa attività di contrasto che ha portato allo scioglimento per due volte nel ’93 e nel 2009 del Comune nell’avellinese. Corcione era sindaco nel 2009 quando l’ente fu sciolto.

“Potrebbe accadere una terza volta”, ha infine riferito Borrelli.

LE INDAGINI – Le indagini, svolte tra la fine del 2012 e la fine del 2015, si sono concretizzate principalmente, in attività tecniche di intercettazione, nell’esame di documentazione e nell’assunzione di dichiarazioni da parte di vittime, testimoni e collaboratori di giustizia.

Di particolare rilievo appaiono le intercettazioni ambientali nell’ufficio del Sindaco e nell’Ufficio Tecnico.

Hanno consentito di registrare – quasi in presa diretta – la commissione dei gravi reati contestati.

Dall’ascolto di queste sono emersi le frequentazioni, i rapporti di contiguità tra amministratori della passata amministrazione comunale (nel giugno 2016 ci sono state le nuove elezioni) e funzionari pubblici con pregiudicati, le richieste di denaro o di altri beni, le intimidazioni e le pressioni nei confronti delle vittime, il condizionamento dell’attività amministrativa, i progetti illeciti e la volontà degli amministratori di utilizzare la cosa pubblica per fini personali, le ingerenze da parte della criminalità organizzata tali da determinare un’ alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi e amministrativi e da compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’Amministrazione, il controllo del territorio.

GLI ARRESTATI – Agli 11 indagati vengono contestati diversi reati di natura amministrativa aggravati dal metodo mafioso. Si va dalla concussione all’estorsione, dall’abuso d’ufficio all’omissione in atti d’ufficio.

Tra i vari arrestati, oltre all’ex sindaco Corcione, anche Andrea Amoroso (ai domiciliari), già vice sindaco con l’amministrazione comunale Corcione e attualmente Presidente del consiglio Comunale di Pago; l’architetto e dipendente comunale Luigi Scafuro (domiciliari), l’ingegnere Antonio Scafuro (domiciliari) e l’ing. Antonio Rega (domiciliari), i vigili Carmine Bossone (domiciliari) e Luigi Scafuro (domiciliari).