VIDEO / “Le donne denuncino qualsiasi tipo di violenza”: l’appello del Questore di Avellino

25 novembre 2019

Alfredo Picariello – La speranza di un mondo migliore e senza violenza arriva dal sorriso dei tanti bambini e dai pensieri che hanno consegnato ai palloncini rossi che si sono alzati in cielo in una mattina di fine novembre, carica di significati. I bambini, i grandi del futuro, sono gli studenti dell’istituto comprensivo “Regina Margherita-Leonardo Da Vinci. “Questo non è amore”, hanno pensato e gridato in coro, durante l’iniziativa voluta dalla Polizia e che nel capoluogo irpino ha visto la prima uscita istituzionale del nuovo Prefetto.

Messaggi importanti, contenuti ad esempio nell’opuscolo che la Questura ha distribuito. Messaggi che risaltano subito, già sulla copertina: se ti ricatta, se ti isola, se danneggia le tue cose, se pretende amore o sesso quando tu non vuoi, se ti intimidisce, se ti spinge e schiaffeggia.

Sembrano piccole cose, invece bisogna partire proprio da queste. “Le donne devono denunciare qualsiasi tipo di violenza, perché si può partire dalle piccole cose e poi…”. Lo afferma il Questore di Avellino, Luigi Botte. Il quale cita anche alcuni dati. “Si è registrato, in Irpinia, un incremento delle denunce di circa il 20%. E’ importante denunciare, perché le donne trovano una risposta efficace grazie al lavoro sinergico tra forze dell’ordine e Procura”.

“L’aumento delle denunce è un dato assolutamente positivo, parliamo di una questione che non può avere appartenenze politiche, coinvolge tutti”, afferma il Prefetto Paola Spena. “Il lavoro sinergico che c’è stato tra Forze dell’Ordine, Prefettura, Centri Antiviolenza, dimostra che si sta modificando l’approccio culturale alla violenza contro le donne, il primo aspetto su cui bisogna intervenire – prosegue – Dare innanzitutto alle donne la serenità di poter essere ascoltate e la garanzia, ad esempio quella del Codice Rosso, di tempi stringenti”.

Il messaggio del Prefetto è rivolto anche alle donne a cui consiglia di “non sottovalutare i segnali che arrivano, non credere di poter cambiare l’approccio di un uomo violento. Già da ragazze devono imparare a preoccuparsi di atteggiamenti di controllo, di violenza di ogni genere. Oltre alla consapevolezza delle donne, bisogna coltivare quella degli uomini perché sono loro che devono cambiare approccio e mentalità. Ecco perché tutte le campagne informative e di sensibilizzazione, insieme alle attività di contrasto e repressione, sono fondamentali a partire dai più piccoli”, conclude il Prefetto.