VIDEO/ Irisbus, Di Pietro: “Governo teme Fiat ma ha anche interesse”

14 novembre 2012

Avellino – “Il Governo teme Marchionne ma ha anche interesse a fare sedere Fiat ai tavoli al Ministero”. Così il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro ai lavoratori della Irisbus che nel tardo pomeriggio lo hanno intercettato ad Avellino dove il leader di Montenero di Bisaccia ha incontrato gli iscritti del suo partito. Dopo la tappa a Napoli e Pomigliano, il tour di Di Pietro in Campania ha toccato il capoluogo irpino dove non sono mancati i ‘contestatori’ che hanno preso di mira Di Pietro con epiteti poco cordiali.
Sollecitato dalle tute blu della fabbrica della Valle Ufita, Di Pietro – parlando dei possibili acquirenti dell’Irisbus – ha spiegato: “Questi sono solo imprenditori cuscinetto che entrano in scena a piacimento per poi defilarsi. In Molise se la sono presi con me perchè ho riferito queste cose”.

Riordino Province. Ad Avellino Di Pietro si è espresso anche su diversi temi dell’attualità politica, dal riordino delle province, alla condizione delicata in cui versa il suo partito, alle possibili future alleanze. Duro il giudizio sul Governo, che, secondo il presidente dell’Italia dei Valori, ha ancora una volta dato la peggiore prova di sé stesso proprio sul riordino istituzionale delle province. “Si è preferita la strada degli accorpamenti – ha detto Di Pietro – ma il sistema delle province doveva essere affrontato nella sua complessità. Meglio sopprimerle tutte”.

Sulla questione alleanze, Di Pietro si è detto inoltre disponibile al dialogo con Beppe Grillo. “L’IdV apprezza il moto di protesta dei grillini ma si pone come alternativa, non solo al berlusconismo ma anche a Monti che ha favorito i poteri forti e la speculazione bancaria a discapito dei più deboli”.

Primarie e alleanze. “Il nostro obiettivo è quello di creare una coalizione riformista che parta dalla foto di Vasto e che includa anche altri movimenti che non siano necessariamente di protesta. Aspettiamo rispettosamente che si concluderanno le primarie del centrosinistra e poi ci siederemo al tavolo con il vincitore per discutere di programmi e per consolidare una alleanza che nei fatti e nei territori esiste già. L’UdC? Non facciamo distinzione tra sigle poichè dietro ogni partito vi sono persone perbene e non, e questo lo sappiamo anche noi dell’IdV. La credibilità delle persone vale come requisito principale, ecco perchè in Sicilia non potevamo stare con l’UdC”.

Ddl diffamazione. “Nonostante io sia una delle persone più diffamate dal sistema di informazione nazionale, specie da Sallusti e dal suo giornale, ritengo che la pena del carcere sia assolutamente da abolire perchè l’idea stessa che la libera informazione possa essere imbavagliata con la paura del carcere, rende meno libero il paese. Il risarcimento danni e il ripristino della veridicità della notizia credo sia la strada da perseguire”.