VIDEO / “In Irpinia si è ricostruito meglio, ma l’attenzione va mantenuta alta”: la Protezione Civile a Lioni ricorda il sisma dell’80

23 novembre 2019

Alfredo Picariello – A Lioni i “segni” del terremoto sono poco evidenti. Dopo 39 anni, la cittadina sembra essere stata ricostruita nel migliore dei modi, a differenza di luoghi dove le ferite restano e sono ancora aperte. Un esempio su tutti proprio la città di Avellino, con i suoi “buchi neri” ed i prefabbricati. Il 23 novembre del 1980 è una data che non si cancella. Alle 19.34, una scossa di 90 secondi calcolata secondo la scala Mercalli al decimo grado devastò nel Mezzogiorno un’area grande quanto il Belgio, uccise quasi tremila persone e lasciò senza casa più di 280mila persone.

Lioni, come Sant’Angelo dei Lombardi ed altri comuni dell’Alta Irpinia, è uno dei luoghi simbolo del sisma e proprio per questo motivo ha ospitato una delle manifestazioni celebrative più importanti di quel triste evento. Manco a farlo apposta, al convegno ha preso parte il direttore del Dipartimento Protezione Civile-Presidenza del Consiglio dei Ministri, Mauro Dolce, in sostituzione di Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile.

“Non c’è nessuna parte d’Italia pronta ad affrontare un terremoto”. Dolce risponde in maniera secca alla domanda se l’Irpinia, oggi, fosse in grado di affrontare un nuovo sisma. “Questa provincia forse sarebbe pronta ma difronte ad un terremoto di entità media-bassa. Qui comunque si è ricostruito meglio, riparato e rafforzato l’esistente. L’attenzione, però, va mantenuta sempre alta e gli sforzi vanno fatti in prevenzione, quindi intervenendo su edifici che non sono stati danneggiati dal terremoto, ma che comunque hanno potenzialmente carenze dal punto di vista sismico”.

“Come Protezione Civile – prosegue Dolce – facciamo ogni giorno uno sforzo incredibile per sensibilizzare la popolazione, a partire dalle scuole perché sono i ragazzi a dover acquisire per primi questa cultura della prevenzione e magari trasferirla alle loro famiglie. In posti come l’Irpinia, dove c’è stato il terremoto più forte degli ultimi 90 anni, ci sono ovviamente una maggiore sensibilità ed una maggiore cultura di prevenzione”.

Per Roberta Santaniello, delegata alla Protezione Civile del Presidente della Regione Campania, “è fondamentale ricordare sempre il terremoto di 39 anni fa. E’ opportuno ricordarlo nel segno di tutto ciò che è stato fatto e di quello che occorre fare per chiudere tutto quello che resta da chiudere”. E la Regione Campania è pronta ad impegnare ulteriori fondi per la ricostruzione post sisma. Palazzo Santa Lucia impegnerà 92 milioni di euro per quelle opere non ancora avviate perché in attesa di finanziamenti. “Indirizzeremo i Comuni – sottolinea Santaniello – verso una migliore ed adeguata spesa dei fondi. In Irpinia partiamo da una buona base, sono stati rafforzati gli edifici sulla base della sismicità, mentre la Protezione Civile della Campania è una delle migliori d’Italia. Anche in provincia di Avellino c’è una grande cultura del volontariato ma c’è ancora tanto da fare”.