VIDEO/ Il bilancio di Gambacorta: “Lascio i conti in ordine. Vinta la sfida della formazione, peccato per il Mancini”

27 ottobre 2018

Marco Grasso – “Lascio una Provincia con i conti in ordine. Abbiamo vinto la sfida della formazione, è il nostro fiore all’occhiello”. A pochi giorni dall’elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale e del nuovo presidente, per Domenico Gambacorta è tempo di bilanci. “Siamo soddisfatti del nostro lavoro. Si poteva, come sempre, fare di più, ma credo che in questi anni abbiamo dimostrato che la Provincia può e deve avere ancora una funzione importante”.

“Di sanità, non se ne parlava più, noi l’abbiamo fatto in occasione del piano ospedaliero del 2016 e nel 2017. Ci siamo occupati degli uffici postali e delle grandi opere, come nel caso della Lioni-Grottaminarda”.

Gambacorta non ha difficoltà ad individuare il risultato più importante raggiunto dalla sua amministrazione. “Prima l’Alberghiero inaugurato nel 2016, poi, nel 2018, il nuovo padiglione del Liceo Colletta e poi, naturalmente, l’Università del vino. E non dimentichiamo gli investimenti su Ariano, Montoro e Gesualdo. Sulla formazione abbiamo fatto un ottimo lavoro”.

Il rammarico è invece il Liceo Scientifico “Mancini”. “Sono dispiaciuto soprattutto per le 1200 famiglie che hanno sopportato, e continuano a sopportare, molti disagi”. La Provincia ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame contro la decisione del Gip del Tribunale di Avellino di rigettare l’istanza di dissequestro. “Non entro nel merito della vicenda giudiziaria, in ogni caso siamo diventati un caso nazionale”.

Ammette più di una difficoltà nella gestione della comlessa partita dei rifiuti. “Lo Stir era stato indicato come il luogo che avrebbe dovuto ospitare l’impianto di trattamento dell’organico, ma il Consiglio provinciale non se l’è sentita di sovraccaricare ulteriormente Pianodardine. Ci siamo presi le nostre responsabilità”.

Poi spazio ai numeri, ed in particolare agli interventi sui fiumi per oltre 5 milioni, all’assistenza tecnica ai comuni per 5,3 milioni, agli investimenti in viabilità per 8,5 milioni, solo tra il 2017 e il 2018. “Abbiamo fatto molto, nonostante i tagli nazionali per 3 miliardi agli enti, e la necessità di pagare migliaia di debiti fuori bilancio non fatti da noi”.

Resta incerto il destino del progetto dell’Alta Capacità Napoli-Bari e, in particolare, della Stazione Hirpinia in valle Ufita. “Queste analisi costi-benefici andavano fatte prima delle progettazioni. Oggi siamo in ritardo ed è follia rimettere in discussione una progettazione di 10 anni”.

Sulle elezioni, ed in particolare sulle due candidature, non nasconde un certo malcontento. “Avrei preferito un candidato unico indicato dai sindaci, non dalle segreterie dei partiti. Il metodo Gambacorta? Non esiste, abbiamo cercato di lavorare in sinergia”.

Taglia corto sul destino del sindaco Ciampi, sempre più in bilico. “Non so se il metodo appliccato in Provincia poteva essere applicato anche in Comune dove, in ogni caso, è mancato il dialogo e il confronto. Bisognava individuare delle priorità e lavorare di concerto, ma non è stato fatto”.