VIDEO – FOTO/ Isochimica: “La bestia è crollata”, abbattuto il silos dei veleni

4 agosto 2017

Fabrizio Nigro – “La bestia è crollata”: è stata questa la prima accorata affermazione dell’assessore all’Ambiente del Comune di Avellino, Augusto Penna, che questa mattina ha finalmente annunciato l’abbattimento del grande silos dell’ex Isochimica di Pianodardine, la vecchia fabbrica di scoibentazione di carrozze ferroviarie che, negli ultimi 30 anni, ha causato decine di morti tra gli ex lavoratori a causa di patologie asbesto correlate.

“Un grande passo in avanti è stato fatto per la città – ha affermato Penna – e rivolgo il mio ringraziamento a tutti coloro che hanno alacremente lavorato a questo difficile progetto di messa in sicurezza, affrontando serie difficoltà operative e burocratiche. Il mio primo grazie va senz’altro al sindaco Paolo Foti che, come ho ribadito in precedenti occasioni, potrà essere ricordato come colui che ha liberato la città dalla fabbrica dei veleni”.

Ma le lodi vanno anche al procuratore della Repubblica di Avellino Rosario Cantelmo che, per l’assessore Penna, “ha imposto una nuova coscienza civica alla città”.

Determinante per la sensibilizzazione istituzionale, anche il lavoro portato avanti dai Comitati cittadini: “Fino a poco tempo fa – ha spiegato l’assessore – la questa questione era ancora parecchio sottovalutata sia dalle istituzioni che dagli avellinesi, ed è anche grazie alla costante denuncia delle associazioni e dei Comitati, se oggi abbiamo portato a casa questo splendido risultato per la città”.

Il prossimo passo, adesso, sarà lo smaltimento del silos che avverrà già nei prossimi giorni, con il quale verrà concluso l’appalto da 1milione e mezzo di euro, prima di iniziare (già nel prossimo settembre) la progettazione della grande bonifica superficiale dell’area, che prevederà l’abbattimento dei capannoni attualmente esistenti, e lo smaltimento dei cubi di amianto”.

Un progetto di bonifica complessiva su cui, tuttavia, resta l’incognita della partecipazione dell’Arpac richiesta dal Comune:
“Dall’Arpac non abbiamo ancora ottenuto una risposta chiara e soddisfacente – ha spiegato Penna – per cui ci avvieremo ad attivare l’ufficio di progettazione il prossimo Settembre, assieme all’Istituto Superiore di Sanità ed assieme al Cucri, l’organismo universitario che si occupa dei grandi rischi”.

“Intanto – precisa Penna – il progetto preliminare è già stato approvato dalla Giunta all’inizio di quest’anno, ed sarà finanziato da fondi regionali e nazionali. Per questo – aggiunge – resta doveroso un ringraziamento anche al Presidente della Regione ed all’ex Presidente del Consiglio, per aver manifestato concreto interesse alla risoluzione del problema, che presto si trasformerà in una grande risorsa ed opportunità per la città”.

A congratularsi immediatamente per la riuscita dell’operazione, infatti, proprio il Governatore Vincenzo De Luca attraverso un post su facebook: ”Un momento storico in cui liberiamo l’Irpinia da una bomba ambientale, dopo 30 anni – ha scritto De Luca – Il calo a terra del silos grande costituisce l’intervento più complesso e significativo di questa fase di bonifica, cominciata lo scorso anno, e per il quale la Regione Campania ha già stanziato 8,5 milioni di euro. Una volta finiti i lavori – conclude De Luca – i quattro ettari dello stabilimento verranno finalmente restituiti ai cittadini avellinesi”.

A confermare la complessità dell’intervento portati a termine questa mattina, anche l’architetto Michelangelo Sullo, redattore del progetto di abbattimento del silos e funzionario del Settore Ambiente del Comune di Avellino: “Stamattina abbiamo posto in essere l’intervento più complesso e delicato in assoluto condotto nel sito – ha confermato – Questo lavoro ha visto dapprima una serie di azioni volte alla messa in sicurezza del silos, attraverso la realizzazione di una struttura in ferro ed acciaio che ci ha permesso di ingabbiarlo, prima di procedere all’abbattimento con due gru, che è stato preceduto da un taglio al plasma effettuato alla base”.

Soddisfazione ed emozione espressa anche dal rappresentante legale della Pmt Ecologia, Massimo Pirozzi, e da Aniello Buonaiuto di “Vera Ecologia”.
“Quando il silos è venuto giù, siamo stati colti da una incontenibile emozione – hanno affermato – e vederlo scendere così, per noi, è stato come assistere alla nascita di un figlio”.

Il silos, che pesava 37 tonnellate ed era alto 20 metri, adesso verrà sezionato in 5 parti che verranno smaltite presso la discarica Barricalla, nei pressi di Torino, dove sono stati portati a smaltimento anche parte dei cubi di amianto che giacevano all’interno della fabbrica dei veleni.

Con l’intervento di oggi, dunque, il percorso di risanamento della “fabbrica dei veleni” può considerarsi felicemente avviato.

Una lavoro che, se portato a compimento nei termini previsti, potrà finalmente rendere giustizia alle vite e alle famiglie dei tanti lavoratori scomparsi a causa dell’amianto, i cui sorrisi resteranno sempre vivi in quelle sbiadite foto scattate negli anni ’80, quando le speranze di giovani ventenni si scontrarono inconsapevolmente con un mostro chiamato Isochimica.