VIDEO/ Direzione Pd, il giorno della verità. De Blasio: “Dettiamo la linea politica. Chi non è d’accordo ha i mezzi per sfiduciarmi”

15 giugno 2015

“Parleremo oggi in direzione, detteremo la linea politica dal nostro punto di vista: chi ha da fare le proprie valutazioni le facesse, è fondamentale far cessare questa condizione opprimente in cui si ritrova puntualmente il Pd”.
Così Carmine De Blasio pochi minuti prima della direzione provinciale del Pd convocata per fare il punto sulle elezioni regionali e, soprattutto, sulla tenuta della maggioranza dopo i paventati scricchiolii post-voto.

“Verificheremo anche nei prossimi giorni – ha dichiarato il numero uno di Via Tagliamento – la condivisione su quanto detto dal segretario. Nel caso in cui l’analisi del voto e la nostra linea politica siano messi in discussione, ci sono i mezzi per sfiduciare il segretario. Il Pd è uno sforzo incredibile di ritrovarsi insieme, di lavorare per risultati comuni. Quanto accade in Irpinia è un discorso che vale per l’intera penisola”.

E sulle dichiarazioni di Lucio Fierro che stamane su Irpinianews ha ironizzato sulla possibile caduta di De Blasio: “Ho letto che sarebbe una giornata di lutto se De Blasio cadesse, proverò a non dargli questo dispiacere”.

Il deputato Pd Luigi Famiglietti non esita a mettere un punto quando gli si chiede da che parte sta: “Sto dalla parte del Pd – ha affermato il parlamentare – cerco di dare il mio contributo. Bisogna ambire a fare in modo che il Pd irpino rappresenti l’innovazione che Renzi ha portato a livello nazionale. Siamo qui per fare un’analisi del voto e delle amministrative: non si tratta di chiedere le dimissioni di nessuno, c’è bisogno di guardare con fiducia la futuro”.

“Non c’è tensione – ha continuato Famiglietti – c’è la giusta concentrazione per risolvere i problemi al nostro interno. Che Vincenzo De Luca abbia vinto anche grazie al contributo del Pd di Avellino è un dato di fatto, bisogna ripartire da questo dato evidenziando però che il Pd irpino non è proprietà di nessuno. E’ un partito di militanti, questo deve essere chiaro”.

Molto critica Rosetta D’Amelio: “E’ arrivato un segnale negativo dalle amministrative nazionali ed irpine. Abbiamo perso Calitri, per non parlare di altri comuni, quindi abbiamo l’esigenza di radicare il partito sui territori ma non come slogan. Per me il progetto politico da attuare è una segreteria vera, non con 25 nomi autoreferenziali su via Tagliamento, che recepisca il risultato elettorale come un punto da cui ripartire. Propongo che venga fatto un esecutivo snello per rilanciare il Pd contro l’assenteismo degli elettori. Io sono stata la candidata che non è andata in nessun comune in cui c’erano candidati del Pd o delle liste alleate. Non aveva senso per me togliere un voto o una preferenza ad altri ma ho lavorato molto con la società civile, con le associazioni, con coloro che difendono chi soffre. Ho cercato di andare oltre, di raccogliere il consenso con progetti chiari. Non giudico negativo il lavoro di questa segreteria, ci sono persone che hanno lavorato con generosità, giudico non positivo il fatto che si sia tentato di prendere le preferenze nei circoli del Pd. Una vera cretinata” – ha chiosato il consigliere regionale.
Francesco Todisco ha ribadito che rimarrà sempre dalla stessa parte, cioè in opposizione a questo modo di intendere la segreteria:

“Io non so se ci sarà il coraggio di far emergere nei luoghi deputati gli elementi di contrasto che sono emersi in interviste e dichiarazioni. La politica ha bisogno di vivere attraverso atti formali. Prenderemo atto di quanto accadrà, ci sono elementi di linea politica che vanno messi in discussione e siamo pronti a parlare con tutti. Noi abbiamo sempre contestato gli atti del segretario su tante vicende, ciò che vale per i pezzi che sostengono la maggioranza del partito vale anche per De Blasio. Si tratta di verificare come il segretario abbia condotto il partito prima e durante le elezioni regionali e se la maggioranza stia o non stia col segretario”.