VIDEO/ De Palma (Fiom): “Allarme rosso alla Fca, sull’ex Irisbus vogliamo la verità”

5 ottobre 2018

Marco Grasso – “Sull’ex Irisbus vogliamo la verità. In questi anni sono girati nomi e indiscrezioni di ogni tipo, ora è arrivato il momento di fatti”. In vista dell’appuntamento verità di lunedì 8 ottobre al Mise, il segretario nazionale della Fiom Michele De Palma chiede garanzie al Governo.

“Nei giorni scorsi il ministro Di Maio ha comunicato e ufficializzato la manifestazione di interesse di Ferrovie dello Stato. Ora mi aspetto che il nuovo partner sia presente al tavolo di lunedì per fare chiarezza sulle sue intenzioni e per confrontarsi sul futuro di Industria Italiana Autobus. Spero che si faccia finalmente chiarezza sul futuro assetto societario di IIA. Di Maio ha anticipato che la maggioranza sarà pubblica: il confronto dovrà ripartire proprio da questo punto”.

Il 9 ottobre, il giorno dopo, è prevista l’assembea dei soci di Industria Italiana Autobus. “Il nostro auspicio è che il confronto ministeriale serva a sciogliere un po’ di nodi anche in vista di un appuntamento cruciale per le sorti di IIA. Il rischio fallimento non è ancora accantonato, servono garanzie precise per le oltre 500 famiglie interessate dal progetto industriale che prevede la realizzazione di un polo nazionale per la produzione di pullman”.

De Palma non nasconde le sue perplessità anche sul futuro della Fca di Pratola Serra. “C’è una situazione di allarme rosso perchè non è ancora chiaro il destino dello stabilimento irpino. Entro il 2022 Fca dismetterà la produzione di motori diesel e per Pratola Serra no c’è ancora una strada alternativa. Bisogna iniziare a lavorare da subito sul futuro di una realtà produttiva da sempre strategica all’interno del gruppo”.

Il segretario della Fiom Michele De Palma chiude con un appello alle istituzioni, e chiama direttamente in causa la Regione e il governatore De Luca. “Fino ad oggi la Regione ha mantenuto una posizione decisamente defilata su queste due vertenze. Ci aspettiamo un rapido cambio di marcia, da parte di tutti i livelli istituzionali. Anche il Mise, fino ad oggi, non ha dato alcun seguito alle nostre richieste di incontro”.