VIDEO/ De Luca non si presenta ad Atripalda ed “affonda” il Partito Democratico

VIDEO/ De Luca non si presenta ad Atripalda ed “affonda” il Partito Democratico

21 febbraio 2018

Un silenzio assordante rumoreggia nella campagna elettorale del Partito Democratico irpino e dell’alleato, candidato all’uninominale Avellino, Angelo D’Agostino.

Il terremoto mediatico scatenato dall’inchiesta di FanPage denominata Bloody Money sta eufemisticamente scompaginando i piani del Pd avellinese, già in forte picchiata nei recenti sondaggi in Campania.

(GUARDA QUI IL VIDEO DI FANPAGE)

Dopo l’incontro con l’amministratore Di Domenico e quello con Roberto De Luca (figlio del governatore regionale, che dopo la diffusione del video ha rassegnato le proprie dimissioni da assessore al Bilancio del Comune di Salerno), nel terzo video dell’inchiesta l’ex boss di Camorra Nunzio Perrella vede direttamente il presidente della Sma, Biagio Iacolare (“Io qua rappresento il governo regionale” – dice), e il suo intermediario Mario “Rory” Oliviero, ex presidente del Consiglio comunale di Ercolano. Quest’ultimo, che si definisce delfino di Ciriaco De Mita al pari di Iacolare (“È De Mita che l’ha messo alla Sma”  – dice), chiede un contributo di 50mila euro per la sua campagna elettorale al Senato: “25mila al momento dell’invito, 25 dopo la firma”. La trattativa riguarda le proroghe, affidamenti diretti, prezzo a tonnellata di rifiuti e gare future. Il nome di Oliviero, poi, non sarà nella lista dei candidati, ma il 9 febbraio è lui stesso ad incontrare Perrella in un bar a Piazza dei Martiri, nel centro di Napoli. L’ex boss gli consegna una valigetta: dovevano esserci 50mila euro in contanti, invece c’era solo immondizia.

Sulla vicenda è in corso un’inchiesta della Procura di Napoli, che vede indagati per corruzione, tra gli altri, il figlio di De Luca Roberto e il candidato Fratelli D’Italia e consigliere regionale Luciano Passariello.

Ieri, ad Atripalda, era annunciata la presenza del Governatore che però ha dato forfait.

“Chi ha sbagliato, se lo ha fatto, dovrà pagare” – ha sintetizzato Rosetta D’Amelio, l’unica dei presenti a fare un accenno all’inchiesta che ha completamente gelato le fila dem in sala.

La tempesta mediatica sul Governo regionale non scalfisce Luigi Famiglietti che si è limitato ad attaccare puerilmente Ugo Grassi (candidato dei cinquestelle al Senato) per essersi fatto intervistare al Circolo del Nuoto dal Corriere della Sera. “La coalizione spingerà il Partito Democratico ad essere il primo partito in Italia” – ha aggiunto il deputato uscente che, turandosi il naso come ha proposto Renzi agli elettori, ha iniziato ad avvertire un trend positivo difficilmente rintracciabile negli umori (e nei commenti) della gente irpina.

Evidentemente Famiglietti avrà visto il video ufficiale lanciato in rete dal Partito Democratico in cui un’allegra famiglia ricorda le leggi approvate dal Pd sul Dopo di Noi, Unioni Civili, caporalato, biotestamento ecc, ma che però si guarda bene dal nominare Job’s Act, Buona Scuola, Sblocca Italia e Rosatellum. Una “dimenticanza” calcolata che manifesta l’imbarazzo provato dai vertici Pd a rimembrare le riforme che identificano davvero il Governo Renzi agli occhi di operai, insegnanti, ambientalisti, studenti, ricercatori, giovani laureati che, considerato il crollo verticale del Partito Democratico nei sondaggi, hanno deciso di voltare le spalle a questo progetto politico naufragato, probabilmente, già nella “notte dei coltelli” al Nazareno.

Nelle urne del 4 Marzo ci sarà un’eventuale resa dei conti anche all’interno del Pd.