VIDEO/ D’Alema ai collettivi della Federico II: “Ignoranti e violenti, li invito a studiare di più”

9 novembre 2017

Renato Spiniello – “L’Europa e la crisi della socialdemocrazia” è il tema del convegno che si sarebbe dovuto tenere questa mattina nell’aula A2 della sede di Giurisprudenza di via Marina della Federico II di Napoli e cui avrebbero dovuto partecipare Massimo D’Alema e Susanna Camusso, leader della Cgil. Tuttavia il convegno è stato annullato in quanto, al grido di “D’Alema non parla qui”, i collettivi studenteschi hanno contestato “il riciclaggio della sinistra nei luoghi della formazione”.

Il gruppo di universitari ha diffuso un volantino con la firma “Marcia degli esclusi” e ha occupato, con un vero e proprio blitz, l’aula dell’ateneo, facendo registrare momenti di tensione con i funzionari della Digos. L’ex primo ministro, su avvertimento delle forze dell’ordine, ha così proseguito in direzione Avellino, dove era atteso per un altro dibattito, senza nemmeno passare per il capoluogo partenopeo.

“Esprimo la mia solidarietà alla Camusso – ha ribadito D’Alema una volta in Irpinia – e ringrazio tutti coloro, compresi gli esponenti del Pd, che mi hanno espresso vicinanza in questa fattispecie”. Trattasi, secondo l’attuale esponente di Articolo Uno – Mdp, di una trentina di provocatori organizzati che impediscono di aprire qualsiasi dibattito politico a Napoli.

“E’ una situazione preoccupante – ha aggiunto – sono episodi che si ripetono e che si verificano unicamente nel capoluogo regionale. Bisogna capire chi è il responsabile di questo fenomeno e come mai le forze dell’ordine non sono di grado di prevenirlo. La libertà di discussione politica è fondamentale nei paesi democratici”.

Ragazzi di sinistra che contestano un esponente della sinistra: “Non li ho visti per cui non so se sono di sinistra – ha continuato D’Alema, lanciando poi un monito – li inviterei a studiare di più perché sono ignoranti oltre che violenti. Non ero parlamentare al tempo della Buona Scuola, non ho votato questi provvedimenti anzi, da esterno, ho espresso il mio dissenso”.