VIDEO/ “Da Avellino all’Ucraina per inseguire il mio sogno musicale”: il viaggio di Andrea

21 gennaio 2016

Pasquale Manganiello – Andrea Pinto ha 38 anni ed è un cantautore avellinese. Attualmente vive in Ucraina, nella bella e artistica città di Leopoli. Scrive testi e musica, arrangia personalmente le sue canzoni. La sua attuale etichetta discografica è la Green Production con la quale ha pubblicato l’album “Sospiri e Immagini” che include il singolo “Purple Cloud”.

Ha studiato al Liceo Classico Pietro Colletta e si è laureato alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Salerno: “La mia formazione umanistica – dice – è stata determinante per i testi delle mie canzoni che sono prevalentemente di natura letteraria e filosofica”.

Da quanto tempo suoni e componi e come mai ti ritrovi in Ucraina?

“Ho cominciato a scrivere canzoni tra i 15 e i 16 anni. Compongo da tanto tempo e posso dire che scrivo qualcosa quasi ogni giorno…sono molto geloso delle mie canzoni, mi piace curarle in ogni minima parte, perchè le considero parte di me, descrivono il mio mondo molto meglio di come possa mai farlo a parole. Mi trovo in Ucraina in seguito a un viaggio o per meglio dire in seguito a una serie di viaggi in Europa. Mi sono fermato qui perchè l’ho trovato il più genuino e puro tra tutti i Paesi che ho visitato. Sono sempre stato affascinato dai paesi dell’Est e dalla loro storia, così decisi di approfondirne la cultura ed il modus vivendi. Fui subito colpito dalla disponibilità e spontaneità della gente, diversa da quella dei paesi industrializzati europei, dal loro modo di divertirsi con niente, con cose semplici. Assistevo troppo spesso alla ‘morte dei sentimenti’ ed ho sentito una seria necessità di cambiamento.”

Perchè hai lasciato l’Irpinia e cosa ti manca di questa terra?

“Diciamo che non ho totalmente lasciato l’Irpinia, ci ritorno spesso e con molto piacere. Me ne sono andato per fare delle esperienze nuove, per desiderio d’avventura e per ritrovare in un certo senso me stesso ed infine, un pò mal comune questo, perchè non c’erano grandi possibilità di sviluppo personale e purtroppo abbiamo solo una vita a disposizione…

Dell’Irpinia mi mancano i suoi boschi, le montagne innevate, la quiete, quelle magiche atmosfere notturne, i miei amici, la mia famiglia, i posti dove sono cresciuto, il nostro ottimo vino, la gastronomia, il dialetto, la gente in generale e quel loro modo simpatico ma allo stesso tempo discreto di parlarti e di raccontarti la vita.
Malgrado mi trovi lontano, sono profondamente legato alla mia terra e sono veramente orgoglioso di essere un irpino. Le tue radici non si cancellano mai, non importa dove tu sia o dove tu viva.”

Com’ è la tua vita lì?

“Tanto per cominciare devo dire che vivo nella bella e artistica città di Leopoli, capitale culturale dell’Ucraina, detta anche “La Firenze dell’Est“. E’ una città turistica abbastanza grande, ma a dimensione d’uomo, con un polo universitario importante e un centro storico Unesco davvero notevole, tra i più belli che abbia mai visto.

Sono stato attratto sin dal primo momento dalle sue magiche atmosfere bohemièn. Qui sembra che il tempo si sia fermato, si vedono strade costeggiate da edifici con facciate decorate di singolare bellezza, gallerie d’arte, negozi d’antiquariato, mercatini e caffè storici a lume di candela, cosi come dovevano essere stati tanti secoli prima. Il tutto, incastonato in una cornice di tranquillità e purezza che ti lascia superare la dimensione del tempo sulla morbida scia delle note dei violini, suonati dai musicisti di strada.

I tram storici che passano in pieno centro completano quell’atmosfera romantica che è proprio tipica della città di Leopoli.

La vita qui si svolge tranquilla, c’e’ turismo, non ci sono ritmi frenetici e stressanti, eppure la città e’ abbastanza grande e offre di tutto. I caffè sono il fulcro della vita sociale leopolitana. Ci si riunisce dopo il lavoro e ci si rilassa. L’atmosfera al loro interno e’ quanto di più rilassante abbia mai visto: ci si ferma a parlare, leggere, scrivere, vi si possono passare diverse ore e volendo si può anche pranzare o cenare in quanto offrono anche il servizio ristorazione. Per gli appassionati di musica lirica l’Orchestra Filarmonica e il teatro dell’Opera di Leopoli sono la meta culturale ideale.

Io, personalmente, sono un amante del centro storico e frequento per lo più ambienti artistico-culturali, quali jazz club, caffè letterari e ambienti alternativi vari che organizzano concerti, mostre di pittura, foto e eventi vari.

Quali sono le radici del tuo progetto musicale?

“Il mio album Sospiri ed immagini, le cui foto sono state curate dal mio amico e fotografo Juan Mora, lo definirei onirico e nichilista, molto filosofico… è un viaggio oscuro e introspettivo nella confusione di una realtà che abbiamo da tempo rinnegato… ma di cui ne siamo purtroppo prigionieri. Atmosfere cupe e romatiche, sonorità particolari, a volte anche un po’ acide, assoli ansiosi e tristi fanno da cornice a testi introspettivi e idilliaci e a tratti decadenti, che racchiudono l’essenza del mio essere e divenire. Il mio progetto si base sulla ricerca della poesia e di un perfetto connubio tra parole e musica. Purple Could è il mio nuovo singolo che racchiude nei suoi versi la fragilità dell’essere umano.

Per quanto riguarda il mio progetto artistico posso dirti che tra qualche giorno parte la promo radio in Italia e tra un pò anche in Ucraina. Seguiranno probabilmente i concerti in primavera-estate. Se dovessi definire la mia musica parlerei di un cantautorato elettrico, a tratti acustico in stile indie-dark-alternative. Il disco può essere acquistato su tutti gli store mondiali.”

Ti piacerebbe tornare un giorno ad Avellino?

“Ad Avellino torno spesso, sono circa 2 ore di distanza con l’aereo, non è lontanissimo. Mi sento cittadino del mondo, quindi se trovo il mio spazio e la mia dimensione, sto bene ovunque. Qui a Leopoli, mi sembra di averla trovata, mi ci sono ambientato e mi ci trovo molto bene…qualcuno potrebbe pensare al freddo e chiedersi come faccia a sopportarlo, ho la risposta anche a questo: i freddi inverni di Avellino mi hanno temprato anche per l’Ucraina. Il futuro poi non lo conosce nessuno, vedremo dove ci porterà quest’avventura.”

Cosa ti accomuna agli italiani che lavorano all’estero?

“Forse mi accomuna il coraggio, il desiderio di avventura, una visione più aperta degli spazi, il desiderio di mettermi alla prova, quel piacevole senso di nostalgia e tristezza che a volte ti prende ma che allo stesso tempo ti consola. Dirò la verità: per me fare la valigia e partire non è un problema, e credo che non lo sia mai stato, è una forma mentis alla fine. In genere dicono che chi abbia fatto l’Erasmus sia molto più predisposto degli altri ad affrontare la vita in paesi stranieri e credo che sia vero, dato che io l’ho fatto.”