VIDEO/ Catanzaro-Avellino, nessuna sentenza: Chiacchio tiene a bada la Procura

13 febbraio 2018

Roma, Claudio De Vito – Francesco Cozza e l’Avellino, chi l’avrebbe mai detto. Nessun rumors legato alla panchina saldamente occupata da Walter Novellino, bensì un intreccio di carattere procedurale sul piano della giustizia sportiva che ha portato al rinvio dell’odierna udienza d’appello dinanzi alla Corte Federale per la discussione del ricorso della Procura Federale contro il proscioglimento di dicembre per il caso della presunta tentata combine con il Catanzaro del 2013.

Niente dentro o fuori, ma un nulla di fatto con rinvio a mercoledì 11 aprile cioè tra due mesi, a otto partire dal termine della stagione regolare della Serie B. Mezz’ora circa ben oltre l’orario stabilito delle 15 per dirsi che il processo d’appello non s’ha ancora da celebrare perché l’ex centrocampista di Reggina, Genoa e Lecce è stato condannato dalla Commissione Disciplinare del Settore Tecnico (nove mesi di squalifica e 12mila euro di ammenda con sentenza dello scorso 31 gennaio) per aver percepito una buonuscita in nero per sé e per il suo staff all’atto della rescissione consensuale del contratto fino al 2015 come allenatore del Catanzaro a giugno del 2013.

“Con questa sentenza – ha spiegato l’avvocato dell’Avellino Eduardo Chiacchio – la Commissione Disciplinare aveva ritenuto di acquisire gli atti del processo e di conseguenza la Corte Federale si è chiesta se fossimo a conoscenza di quella sentenza. Noi legali – ha continuato – non ne avevamo cognizione e quindi abbiamo chiesto di conoscerla e di avere un termine per il deposito delle nostre controdeduzioni perché altrimenti avrebbe segnato sicuramente un punto a favore della Procura Federale”.

Accusa che avrebbe voluto forzare la mano entrando nel merito anche dopo la sollevazione dell’eccezione procedurale con tanto di rinvio disposto in prima battuta al 18 aprile, salvo poi essere anticipato di una settimana. “La Procura Federale ha tentato di fare il suo gioco introducendo atti che sono assenti e considerati determinanti ai fini del proscioglimento di primo grado” ha sottolineato Eduardo Chiacchio riferendosi all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Palmi e all’informativa di reato della polizia giudiziaria.

“Noi ci siamo decisamente opposti e abbiamo a chiarito di accettare come unici documenti la sentenza, il deferimento e le memorie riguardanti Cozza” ha poi aggiunto il legale del club biancoverde che ha guidato con fermezza il coro della difesa. “L’11 aprile dovremo avere assolutamente una decisione altrimenti si rischia di arrivare a fine campionato – ha tuonato Chiacchio – oggi abbiamo gestito il risultato, non dobbiamo sottovalutare nulla perché le sorprese sono dietro l’angolo come abbiamo visto oggi. La sentenza Cozza è pregiudizievole delle sorti di tutti i prosciolti”. Appuntamento tra due mesi dunque per entrare nel merito con la pronuncia della parola fine su un altro estenuante processo.