VIDEO/ Caso Cisl, dopo Striscia scattano gli arresti. Cantelmo: “Indagini rallentate dal servizio”

20 gennaio 2018

Renato Spiniello – Importante operazione portata a termine dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino, impegnati nell’esecuzione di un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari e della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, con divieto di svolgere le attività inerenti a tale ufficio per 12 mesi, a carico di due persone.

La vicenda è relativa alle false attestazioni che venivano rilasciate per i concorsi Ata al Ministero dell’Istruzione. Caso sollevato dal servizio di Luca Abete, inviato di Striscia La Notizia, che ha avuto anche una forte risonanza mediatica a livello nazionale.

Dopo il servizio della rete ammiraglia di Mediaset, è arrivata in Procura la denuncia della Cisl Scuola Irpinia-Sannio (la cui sede sindacale è risultata estranea ai fatti). Gli inquirenti sono partiti dall’acquisizione del filmato integrale di Striscia, per arrivare all’individuazione degli attori della richiesta estorsiva: l’ormai ex funzionario del sindacato (licenziato) e il proprietario di un istituto privato di Avellino che rilasciava i diplomi falsi.

Dalla corruzione alla falsità materiale ed ideologica: questi i capi d’imputazione contestati ai due, ma sono state ricostruite anche le modalità attraverso le quali veniva svolta l’attività corruttiva. Ciò che risalta più all’occhio è che il funzionario pubblico ha proseguito la propria attività una volta calmatesi le acque.

Diverse le persone che ricorrevano a questo sistema, segno – come sottolinea in sede di conferenza il Procuratore Rosario Cantelmo – “che in questo momento storico pur di trovare un lavoro si è disposti a fare carte false, una situazione che deve far riflettere sulla qualità morale della società odierna”.

L’indagine resta ancora apertissima e molto probabilmente porterà ad ulteriori risultati.

“Purtroppo – chiosa il capo dei pm avellinesi – la messa in onda del servizio di Luca Abete, per quanto abbia fatto il proprio lavoro, ha complicato le indagini alterandone il quadro probatorio. Se il servizio non fosse stato trasmesso si sarebbe giunti a risultati in tempi più brevi”.

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