VIDEO/ Blitz Asl, Cantelmo: “Ad Avellino esiste borghesia medio alta che dileggia le Istituzioni”

16 Marzo 2016

All’Asl di Avellino vigeva una struttura sistemica di tipo criminale, quasi ai limiti dell’associazione a delinquere.

Sono le parole utilizzate dalla Procura di Avellino stamane nel corso della conferenza stampa convocata in Questura nell’ambito dell’operazione Badge Malati che ha portato alla sospensione dall’esercizio del pubblico servizio a carico di 21 furbetti del cartellino alle dipendenze dell’Asl di Avellino, responsabili – secondo le indagini – di prolungate assenze temporanee dal servizio.

Ma sarebbero almeno il doppio i coinvolti nell’inchiesta che subito ha avuto una eco nazionale, proprio in virtù di quanto accaduto di recente anche in alcune pubbliche amministrazioni della Liguria e di altre città del Bel Paese.

E sul malcostume dell’assenteismo dilagante nella Asl di Avellino, il capo della Procura di Avellino Rosario Cantelmo ha precisato: “Abbiamo usati parametri molto alti in relazione all’assenteismo per la richiesta delle misure cautelari odierne, molto più alti di tante inchieste simili che sono state portate avanti in Italia nell’ultimo periodo. Ecco perché si tratta di un fenomeno molto più esteso di quello che può apparire. La gestione all’Asl di Avellino era assai allegra in questo senso“.

Pur senza mai entrare nel merito delle indagini, Cantelmo in un passaggio del suo intervento ammette: “Esiste una borghesia medio alta che se ne infischia delle regole e continua a dileggiarle e offenderle. Abbiamo visto nell’indagine persone che tiravano fuori dal portafoglio 3, 4 badge alla volta per strisciarli, pur sapendo di essere monitorati. Questo ci fa capire che questo tipo di persone non sanno cosa siano le regole e la regolarità istituzionale”.

“NON SIAMO INFALLIBILI MA FAREMO LA NOSTRA PARTE” – L’intervento di Cantelmo è però partito da un’altra vicenda che ha interessato di recente la pubblica amministrazione ad Avellino, ovvero il cosiddetto scandalo Alloggiopoli, vicenda per la quale lo stesso Cantelmo ha riferito di “… criticità” sopraggiunte successivamente ai primi provvedimenti giudiziari eseguiti dalla Questura.

“Non pretendiamo di essere infallibili – ha spiegato il capo della Procura – Spesso sbagliamo perché a volte le nostre richieste non vengono accolte; così cerchiamo di riannodare il filo delle cose e di capire cosa è successo, perché non ci sentiamo superiori a nessuno. Le critiche ci sono state e ci saranno anche in questo caso, noi le accoglieremo quando queste vengono da parte qualificata“.

Di qui il monito di Cantelmo: “Non c’è critica che tenga, la Procura si guarderà intorno e tutte le notizie di reato saranno valutate e rese operative. Ovvio, con i reati che afferiscono alla Pubblica Amministrazione, con i colletti bianchi e grigi, diventa facile far scattare la polemica ma noi faremo la nostra parte, nessuno si illuda”.

E ancora: “Sembra che in questa città non arrivi il concetto che non esiste alcuna isola felice e l’Irpinia non è esente da alcuna realtà criminale. Questo è un terreno più avverso perché quando si ha a che fare con le Istituzioni tutto diventa più importante. Questo forse deriva da quel reticolo di connivenza che esiste in tutte le pubbliche amministrazioni e che è sempre difficile da sradicare”.

(a seguire l’incipit dell’intervento di Rosario Cantelmo sui fatti che hanno portato al fermo di indiziato nell’ambito dell’inchiesta Alloggiopoli)

 

 


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