VIDEO/ Biodigestore, si attende il Tar. Il Comitato: “Regione e Comune facciano un passo indietro”

2 luglio 2018

L’intera Valle del Sabato si ribella alla possibilità di veder sorgere il biodigestore nell’area Pip di Chianche, area circondata dai sette comuni interessati alla coltivazione dei vigneti (e non solo) e alla produzione del marchio Docg Greco di Tufo.

Quell’area è assolutamente inidonea ad ospitare un simile impianto, hanno gridato a gran voce al Circolo della Stampa di Avellino i rappresentanti del Comitato unitario. Del comitato fanno parte gli undici comuni della Valle del Sabato e dell’area Docg del “Greco di Tufo”, il comune di Ceppaloni (coinvolto nella vicenda perché situato al confine con Chianche), le diciotto associazioni per la tutela ambientale, il ‘Consorzio provinciale dei vini d’Irpinia’, il ‘Consorzio degli Otto comuni del Greco’ e numerosi cittadini.

E proprio il 4 luglio prossimo il Tar dovrà esprimersi in merito al ricorso effettuato dal Comitato sul caso biodigestore. “Se il Tar dovesse rigettare la nostra richiesta – precisa il primo cittadino di Petruro, Giuseppe Lombardi – saremo pronti a rivolgerci al Consiglio di Stato.

Non ci fermeremo qui. E il nostro appello è esteso a tutte le Istituzioni. In primis alla Regione e al Comune di Chianche, affinché effettuino un drastico cambio di rotta e evitino l’inserimento di quell’impianto in un’area di esclusiva vocazione agricola anche se, purtroppo, già sensibile allo spettro dell’inquinamento. Non stiamo parlando di un paese ma di un’intera Valle coinvolta in un progetto assolutamente distante dalle esigenze di questo territorio”.

Ma Lombardi è pronto a rivolgersi anche al ministro all’Ambiente, Sergio Costa: “Il ministro che è da sempre in prima linea per la tutela della salute e dell’ambiente ascolti le nostre parole. Questa terra va rispettata e anche i suoi cittadini”.

Presente all’incontro anche il dott. Franco Mazza, Presidente dell’associazione Salviamo la Valle del Sabato. ” Il nostro no al biodiogestore è frutto di un’attenta e ragionata valutazione. Ancora una volta si va a colpire la Valle del Sabato, il suo fiume e, sopratutto, un’area di pregio per la produzione di vini docg ‘Greco di Tufo’. L’area Pip di Chianche – precisa Mazza – è assolutamente inidonea ad ospitare un simile impianto sia per la posizione, perché posta nel cuore dell’area docg e nelle vicinanze del fiume Sabato, sia per la viabilità”.

Per Mazza: “La superficialità con cui si guarda al progetto del biodigestore è davvero preoccupante. Non si è tenuto conto del contesto e delle criticità già presenti in quell’area. C’è stata una fretta probabilmente dovuta – conclude –  anche al fatto che ci sono in ballo diversi milioni di euro per costruire un impianto”.