VIDEO/ Profughi, polemica tra Prefetto e Cgil. Sessa: “Necessario reperire strutture su tutto il territorio”

25 febbraio 2016

Pasquale Manganiello – Si è concluso pochi minuti fa l’incontro in Prefettura sulla situazione dei migranti in Irpinia. Al tavolo il Prefetto di Avellino Carlo Sessa, i rappresentanti dei sindacati irpini, l’assessore Teresa Mele in rappresentanza del Comune di Avellino, membri delle Associazioni di Volontariato ed alcuni dei sindaci che già ospitano i migranti sul proprio territorio.

Il summit sull’emergenza immigrati in Irpinia è stato convocato in seguito ai provvedimenti di sequestro di circa 10 strutture di accoglienza per richiedenti asilo e dopo il “ritorno” ad Ospedaletto dei migranti trasferiti ad Irsina, nel materano.

Polemica aperta sul finire dell’incontro tra il segretario della Cgil, Vincenzo Petruzziello ed il Prefetto Carlo Sessa che, fermatosi a parlare con i cronisti, ha ridimensionato la diatriba:

“Non è una polemica con la Cgil – ha dichiarato Sessa – sindacato che porta avanti i risultati della sua attività. Al centro di quanto accaduto c’è solo una parte delle situazioni in quanto 3 centri su 10 era già stati chiusi dalla Prefettura. Bisogna anche constatare che ci sono altri 30 centri che lavorano bene. Urge garantire l’accoglimento e dopo garantire l’integrazione”.

“Stiamo proponendo da mesi una soluzione in riunioni informali – continua il Prefetto – con circolari inviate a tutti i sindaci. Oggi erano presenti solo i primi cittadini che ospitano già migranti sul proprio territorio, gli altri sembrerebbero un pò riottosi, da parte nostra ben venga la distribuzione equa di migranti per ogni Comune. Le Associazioni di volontariato stanno operando in maniera non sinergica e coordinata generando dei problemi. La posizione degli stessi sindaci e delle organizzazioni sindacali sul volontariato oggi sono state differenti, urge una partecipazione diretta ed attiva per offrire un servizio a questi ospiti”.

E sul nuovo bando aggiunge: “Vedremo quante società saranno aggiudicatarie del bando in cui sono stati meglio definiti i criteri di accoglienza. La problematica è reperire le strutture sparse su tutto il territorio provinciale. Bisogna spalmare unità sul tutto il territorio.”