VIDEO/ Arancia meccanica ad Ariano, arrestati 2 napoletani

7 giugno 2013

Avellino – Arancia meccanica ad Ariano Irpino. Per tre ore moglie e figli di un noto imprenditore del Tricolle sono stati imbavagliati e tenuti sotto scacco da un gruppo di tre malviventi del napoletano che nel primo pomeriggio dello scorso 24 maggio avevano razziato la cassaforte dell’abitazione, portandosi a casa un bottino quantificabile tra i 200 e i 300mila euro.
In poco più di 10 giorni, gli agenti della Squadra Mobile di Avellino, coordinati dal dott. Paolo Iodice, e gli agenti della Questura avellinese e del commissariato di Ariano Irpino, agli ordini del vicequestore Vito Cuccovillo sono riusciti ad individuare ed arrestare due dei responsabili.
Si tratta di Angelo Annunziata, pregiudicato 42enne di Ottaviano, e di Claudio Quattroventi, 44enne già noto alle forze dell’ordine, napoletano ma residente a Poggiomarino.

Presumibilmente, grazie anche all’aiuto di un basista della zona, i tre, sfruttando la probabile imbeccata di alcuni operai che avrebbero compiuto dei lavori all’interno della villa dell’imprenditore arianese, erano riusciti ad entrare in casa, complice anche l’assenza dell’uomo, e a soggiogare la moglie e i figli – minori – attraverso la minaccia di armi e pistola taser.

I tre, che avevano il volto coperto, hanno avuto tutto il tempo di uscire dall’abitazione per acquistare uno smerigliatore che sarebbe servito poi per aprire la cassaforte. Ed è stato proprio questo avvenimento che avrebbe tradito uno dei tre, con il rapinatore che, pronto per uscire a fare ‘compere’ in città, si sarebbe spogliato della maschera che gli travisava il viso.

Grazie alle indicazioni fornite dai ‘sequestrati’, gli agenti della Questura sono riusciti nel breve termine a chiudere il cerchio su due dei tre malviventi vesuviani. In più, ed è notizia di ieri, sono stati denunciati anche due cittadini irpini (dei quali uno incensurato), ritenuti responsabili del reato di ricettazione. Uno dei due sarebbe stato bloccato appena in possesso di un chilo di oro, proprio prima di fondere materialmente i preziosi rubati in cassaforte. L’altro, invece, è stato trovato in possesso di una valigia, sempre con un doppio fondo, dove è stata rinvenuta l’altra parte dei preziosi.
(@antopirolo)

(di seguito l’intervista a capo della Mobile Iodice e al commissario Cuccovillo)